00-Anna-Marson(dal sito del FAI)

Soddisfazione del FAI per il risultato raggiunto facendo squadra, insieme alle altre associazioni di tutela, con l’Assessore all’urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio della Regione Toscana Anna Marson e il Sottosegretario del MiBACT con delega al Paesaggio Ilaria Borletti Buitoni.

Mai vi era stata una tale attenzione e una tale partecipazione dell’opinione pubblica alla genesi di un Piano Paesaggistico Regionale – ha dichiarato Marco Magnifico, Vicepresidente Esecutivo del FAI – come è avvenuto per quello della Regione Toscana, faticosamente approvato il 27 marzo scorso.

Il FAI è stato, assieme alle altre associazioni di tutela, concretamente e giornalmente a fianco dell’Assessore all’urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio della Regione Toscana, Anna Marson – preparata, determinata e coraggiosa come ogni Assessore dovrebbe essere –, e del Sottosegretario del MiBACT con delega al Paesaggio, Ilaria Borletti Buitoni, il cui ruolo determinante è stato unanimemente riconosciuto e apprezzato.

Siamo tutti soddisfatti del risultato raggiunto facendo squadra ma, ancor più, di aver potuto dare il nostro contributo perché il peggio fosse sventato proprio grazie alla coralità dell’azione intrapresa”.

Pubblichiamo di seguito il civile e forte discorso pronunciato dall’Assessore Marson all’indomani dell’approvazione del Piano.

“Il voto di approvazione di un piano paesaggistico ancora definibile tale, intervenuto oggi (ndr venerdì 27 marzo) nel penultimo giorno utile della legislatura dopo un lunghissimo dibattito dentro e fuori le sedi istituzionali, è l’esito di un assai ampio coinvolgimento pubblico nel merito delle scelte che la Regione Toscana si apprestava a compiere, e di una straordinaria mobilitazione culturale e sociale in difesa del Piano paesaggistico.

Le prove che questo piano ha dovuto affrontare, nella sua natura di strumento portatore di innovazione culturale e normativa, non sono state facili.

Anche se la portata storica dell’evento è chiaramente incommensurabile, mi permetto di richiamare le parole di Calamandrei sull’esito della scelta repubblicana dell’Italia (Il Ponte, luglio-agosto 1946), sul cui cammino “non sono mancati i diversivi che miravano a mandare in lungo la partita, i tranelli preordinati a far perdere la serenità al giocatore meno esperto, e qualche svista pericolosa e, purtroppo, qualche tentativo di barare…Proprio di queste vicende bisogna tener conto per comprendere quanta fermezza e quanta resistenza morale sono state necessari …per conseguire questa vittoria e per apprezzarne il valore… [in questo caso si è] dovuto superare imboscate e tradimenti che l’osservatore superficiale nemmeno sospetta”.
Nel caso del piano paesaggistico le “imboscate” non sono derivate da un conflitto fra ambiente e sviluppo, come molti hanno sostenuto, ma tra interessi collettivi e interessi privati.

Ciò è testimoniato dal fatto che chi si è mosso a difesa del piano, come le associazioni ambientali e culturali, e molti autorevoli studiosi, non rappresenta in questa vicenda interessi particolari o privati. Mentre tutti coloro che a vario titolo hanno sollevato richieste di modifiche del piano l’hanno fatto mossi da interessi privati finalizzati al profitto, mascherato da occupazione e sviluppo.

E devo dare atto alle rappresentanze dei lavoratori – alla CGIL in particolare ma anche da alcuni rappresentanti della CISL – di avere individuato con grande chiarezza come ambiente e paesaggio costituiscano oggi, a fronte dei cambiamenti in corso e di quelli che si annunciano, due poste in gioco rilevanti per l’interesse collettivo, a partire dall’interesse dei lavoratori e di chi è in cerca di occupazione.

Ritengo quindi utile ripercorrere, sia pur in grande sintesi, alcuni dei passaggi salienti del percorso di piano che portano ulteriori evidenze a questo riguardo.”

Anna Marson

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