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NEGRAR. Stop definitivo alla «negrarizzazione» da parte dell’ex sindaco Dal Negro con divieto di edificare ad est di Arbizzano. La Soprintendenza vincola l’area della Valpolicella che comprende sei dimore venete e il loro paesaggio ritenendoli unici nel loro genere.

Nessuna nuova lottizzazione potrà sorgere da oggi in poi nella zona est di Arbizzano, in una fascia di territorio a lato della provinciale 4 della Valpolicella in cui si trovano sei ville venete e vigneti, la pieve di Arbizzano, la casa parrocchiale e l’antico borgo della frazione. La Soprintendenza Regionale ha stabilito un vincolo di tutela che blocca ogni costruzione e fornisce massima protezione attorno a Villa Serego Alighieri, Villa Beraldini, Villa Dall’Abaco Trevisani Fedrigoni, Villa Turco Zamboni, Villa Prini Fedrigoni Chiaia e Villa Albertini, di proprietà del Comune. Nell’area vi è pure la zona cosiddetta de «Le Buse», cioè i vigneti bordo provinciale con alle spalle la chiesa di Arbizzano e i ruderi del castello. Il vincolo ingloba anche questo, finora rimasto fuori da tutele, le ville e il borgo. Inoltre, protegge sorgenti e corsi d’acqua, marogne, muri di brolo e terrazzamenti.

La Soprintendenza ha notificato il provvedimento al Comune di Negrar, che ora ne prenderà atto nella pianificazione urbanistica. Si chiude così una vicenda iniziata oltre due anni fa, durante l’amministrazione Dal Negro, a seguito del suo Piano degli interventi che prevedeva espansione edilizia in quest’area. Con l’amministrazione Grison, tutto è cambiato. Il Consiglio comunale ha già approvato la variante al Piano degli interventi Dal Negro, cancellando le lottizzazioni previste. Ma il vincolo di tutela della Soprintendenza, precisa il sindaco Roberto Grison, «offre per il futuro molte più garanzie di rispetto a un angolo della Valpolicella di incomparabile bellezza».

LE RAGIONI DEL VINCOLO

«Questa parte di territorio è stata riconosciuta bene culturale unico», spiega il vicesindaco Fausto Rossignoli, «meritevole di una tutela che la ripari da iniziative speculative che disperdano testimonianze di bellezza e cultura. Quanto la storia ci ha consegnato, ora tutelato, è arrivato ai giorni nostri quasi intatto nella sua unicità, fatta di paesaggio, colture agricole e architetture».La documentazione della Soprintendenza, del resto, da cittadini e proprietari di ville che hanno chiesto il vincolo, lo dimostra: ripercorre la storia della zona con mappe antiche e indica l’evoluzione dell’urbanizzazione ad Arbizzano. Guardando la sua collina, impossibile non notare le lottizzazioni di Boscopiano e Montericco, divenute esempio della «negrarizzazione». Ma la zona est di Arbizzano, attorno alle 6 ville venete, ha mantenuto il modello cinquecentesco della villa a servizio della campagna come in pochi altri posti in Veneto.

COSA PREVEDE IL VINCOLO

Nelle aree attorno alle ville e al borgo antico sono vietate nuove edificazioni e sarà conservata la destinazione agricola. «Dovranno essere manutenuti e sistemati corsi d’acqua, sorgenti e tutti i sistemi di regolazione idraulica», dice Rossignoli. E chi vive da queste parti, non nelle ville, dovrà sottostare a divieti particolari e avrà difficoltà a sistemare casa? «Gli edifici potranno essere ristrutturati, con manutenzioni ordinarie e straordinarie, anche con modesti aumenti di volume», tranquillizza l’assessore, «purché le modifiche s’inseriscano armoniosamente nell’ambiente».L’amministrazione non ha nessun dubbio sulla necessità di bloccare le ruspe ad Arbizzano est. «Abbiamo accolto con favore il vincolo, coerente con il nostro pensiero e con i nostri obiettivi di sviluppo urbanistico e trasformazione del territorio», conclude il sindaco. «Crediamo che il futuro della nostra comunità debba restare ancorato ai tesori del passato, senza disperderli e stravolgerli, coniugando sviluppo del territorio e rispetto delle sue peculiarità»

Camilla Madinelli

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