Si ripresenta l’ipotesi di ampliamento del grande centro commerciale e cresce la preoccupazione per l’impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini. Per la prima volta però la cittadinanza è chiamata alla consultazione: i comitati e le associazioni che si oppongono al progetto stanno raccogliendo le firme per un referendum consultivo.

Corsi e ricorsi

Quella dell’ampliamento del centro commerciale Carosello è una vicenda che periodicamente si ripete. Dal lontano 1972 questa struttura caratterizza e condiziona il territorio di Carugate. Avevamo già raccontato di quanto avvenuto nel 2014, quando la proposta si fermò per l’ultima volta. La nuova amministrazione, alla guida del comune dal 2016, aveva ritirato l’atto di indirizzo precedente su cui era arrivato il parere negativo della Regione. La porta era comunque rimasta aperta e il progetto è stato puntualmente ripresentato lo scorso novembre. Il nuovo atto di indirizzo è stato approvato a Gennaio, prima a Carugate poi a Cernusco sul Naviglio, l’altro comune toccato da questo ampliamento.

L’ultimo di questi progetti di ampliamento è simile al precedente” ci spiegano dal Comitato Referendum Carugatecon nuove strutture per l’intrattenimento, tra cui un cinema, e qualche nuovo negozio. 22.000 mq in territorio di Carugate , 9.000 a Cernusco s/N. Di questi 5.000 mq occuperanno parte del Parco degli Aironi, un’area alberata dal contributo ambientale importante“.

L’impatto ambientale dell’intervento

Qualcosa è cambiato in termini di viabilità” ma non si tratta di nulla di rassicurante pensando al traffico generato che si aggiunge ad una situazione già critica.
Con il cinema” ci spiegano “gli orari di affluenza alla struttura si allungheranno: già oggi sono praticamente ininterrotti con le aperture del sabato sera e delle domeniche. Di conseguenza aumenterà anche il traffico: l’obiettivo dichiarato è quello di attrarre clienti da tutta la regione, con tutto quello che ne consegue“.
L’impatto sul territorio sarà quindi importante: “Aumenterà la circolazione dei mezzi pesanti, quelli più inquinanti, per i rifornimenti ai nuovi esercizi commerciali e a quelli esistenti“.
Non soddisfano le compensazioni previste: la parte restante del parco, che attualmente risulta trascurata, sarà sistemata. Si è accennato inoltre all’arrivo a Carugate della metropolitana: “Sarà finanziata la costruzione della fermata? Ma quando? La complessità del progetto, di cui si parla da anni, e la competenza sovra comunale dell’opera non garantiscono nulla di certo“.

Per ogni mq consumato è prevista la restituzione di 4 mq di verde, anche in aree dismesse. In questo caso però il rapporto sarà ridotto considerando il costo maggiore. “Sarebbe stato meglio” sostiene il comitato “rinaturalizzare le tante trasformazioni previste nel PGT e non ancora concretizzate che invece porteranno a nuovo consumo di suolo“. A questo si aggiungono le incertezze progettuali, in particolare in merito alla realizzazione di parcheggi interrati dove la falda è alta. “Lo studio sugli aspetti idrogeologici del progetto suggerisce fondazioni profonde, quindi molto invasive, a causa della particolarità del terreno su cui si andrebbe ad edificare, con conseguenti rischi di inquinamento della falda acquifera“. Ma ci sono anche altre conseguenze ambientali: “la separazione fisica tra i comuni di Carugate e Cernusco s/N con aree libere è importante, così come la conservazione degli ormai ridotti varchi di connessione tra le aree verdi della zona“.

Partecipazione e consultazione

Il progetto è stato messo a disposizione e discusso in due partecipati incontri durante i quali sono emerse tutte le criticità. C’è anche il parere negativo dell’associazione commercianti e delle associazioni ambientaliste come Legambiente, che ha organizzato un incontro pubblico sull’argomento per dire stop alla cementificazione del territorio.

In molte realtà la società civile si trova ad affrontare sfide di questo tipo: a Carugate quest’azione sarà incentrata su un referendum consultivo. E’ stato presentato in Comune il quesito che chiede di ritirare l’atto di indirizzo votato dal Consiglio Comunale, puntando quindi sulla parte dell’iter di approvazione di competenza comunale.

In una partecipata serata pubblica sul tema SALUTE e INQUINAMENTO abbiamo sottolineato l’aspetto più importante: la tutela della salute, a partire dai bambini e dagli anziani. Numeri preoccupanti sulla qualità dell’aria per descrivere un contesto già problematico a cui si aggiungeranno gli impatti dell’ampliamento“. Da qui è partita la raccolta firme per il referendum: è la prima volta nella storia del comune che si adotta questo strumento. Un’iniziativa portata avanti dal Comitato Referendum Carugate a cui partecipano gruppi consiliari lontani tra loro su molti temi (Carugate in Movimento e Lega Nord) che si ritrovano però uniti in questo obiettivo.  Un primo ostacolo è stato superato: sono state già raccolte le necessarie 1.200 firme.

Si tratta anche di una questione culturale” ci dicono infine. “Vogliamo vivere maggiormente il centro storico e le aree verdi cittadine o gli spazi commerciali chiusi? E’ stato organizzato un altro incontro, questa volta sul tema della partecipazione.  Perché questa iniziativa non sminuisce la responsabilità finale della scelta, che sarà comunque politica. La mette solamente di fronte, come è giusto che sia, alla volontà espressa chiaramente dai cittadini“.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

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