Niente privatizzazione: Zoom dà forfait dopo una lunga attesa …

Alla fine Zoom si è ritirata, dopo più di un anno di stallo dalla vittoria nella gara d’appalto per quella che molti cittadini hanno definito, a tutti gli effetti, la “privatizzazione del Parco Michelotti”.

Per tre principali motivi – a detta di Gian Luigi Casetta, amministratore delegato della società di Cumiana – tra i quali la Valutazione d’Impatto Ambientale prospettata dal Comune, le cui ingenti spese sarebbero state tutte a carico di Zoom, obbligata a farsene carico per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione del bioparco.
Una V.I.A. che avrebbe dovuto considerare svariati aspetti, dall’inquinamento atmosferico e acustico allo stato dell’arte di fauna e flora.

La vicenda si conclude qui, dunque, venendo a cadere le caratteristiche economiche e imprenditoriali che avevano alimentato l’interesse di Zoom, e il futuro del Parco Michelotti torna a essere più consono a quello di un’area verde pubblica urbana.

Chissà se la progettazione di questo futuro potrà finalmente rappresentare un vero momento di partecipazione dei cittadini alle decisioni che impattano sul benessere collettivo…?

Lo vedremo presto, a partire dal primo incontro ufficiale, convocato dall’Amministrazione torinese: Costruisci il futuro del Parco Michelotti, Martedì 16 gennaio, ore 18 – Biblioteca Geisser, C.so Casale XX.

Poco dopo l’annuncio del ritiro di ZOOM, Alberto Unia, Assessore all’Ambiente del Comune di Torino, ha indetto tramite Facebok la prima riunione del Tavolo di Progettazione Civica (Tavolo interassessorile di progettazione del Comune di Torino) con tema il Parco Michelotti.

Unia invita i cittadini, le associazioni, i comitati e tutti coloro i quali hanno a cuore quest’area urbana a partecipare all’incontro del 16 gennaio, che rappresenterà il primo appuntamento di un percorso di dialogo tra amministrazione e cittadinanza per la rigenerazione del Parco.

Partecipiamo numerosi!

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