A cura del Comitato Amici del Crevole.
Sulla realizzazione delle 19 briglie lungo i torrenti di Murlo (Crevole e Crevolicchio) è caduto un silenzio tombale da parte di tutti gli enti coinvolti.

Nonostante la richiesta del WWF del 19 settembre 2017 e il relativo sollecito del 26 gennaio 2018, ad oggi nessuna delle 17 autorità interpellate ha reagito o preso posizione. Lo stesso vale per la nostra lettera al Comune di Murlo del 12 gennaio 2018, nella quale chiedevamo un’assemblea pubblica con gli esperti del settore per discutere a viso scoperto sulla reale necessità di costruire le briglie, un incontro pubblico che l’Amministrazione comunale aveva promesso ormai da luglio.
A cosa dobbiamo questo silenzio?

Per i più distratti o per chi ha cominciato a seguirci da poco precisiamo che la realizzazione delle briglie a Murlo è un progetto che beneficia di un contributo pubblico da 1.217.841,44 euro, approvati definitivamente e già stanziati a favore del Consorzio 6 di bonifica Toscana Sud.

Precisiamo anche che il Comitato Amici del Crevole, sostenuto da WWF Siena, Legambiente Siena, Società Botanica Italiana, prof. Enrico Tavarnelli e altri professori dell’Università di Siena, Associazione culturale di Murlo e oltre 1300 sostenitori su Change.org, contesta questo costoso progetto perché:

a) non evita i danni arrecati da un’eventuale alluvione alla popolazione e alle proprietà,

b) presenta vizi formali estremamente gravi.

Se nel primo caso gli stessi tecnici del Consorzio Toscana Sud hanno ammesso la non risoluzione del problema delle alluvioni, in quanto le briglie hanno un altro scopo (regolazione del trasporto solido), nel secondo caso i vizi formali sono almeno due.

In primo luogo, il progetto è stato autorizzato senza alcuna preventiva verifica di assoggettazione a valutazione di impatto ambientale (VIA), peraltro obbligatoria per legge (D. Lgs. 152/2006, art. 43) e prevista per tutte le opere di canalizzazione e di regolazione dei corsi d’acqua.

In secondo luogo il progetto, che riguarda un’opera prettamente idraulica finalizzata, secondo la Regione Toscana, al

“ripristino e la messa in efficienza delle briglie presenti nei tratti montani e pedemontani del territorio toscano”

(risposta dell’assessora regionale Fratoni alla lettera del prof. Enrico Tavarnelli e della Società Botanica Italiana), NON si inquadra nelle finalità del bando di finanziamento concesso dall’Unione europea. La Misura M08 a cui si rifà il bando riguarda espressamente

“Investimenti nello sviluppo di aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”,

e in particolare

“la prevenzione e ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali (tra cui fitopatie, infestazioni parassitarie, avversità atmosferiche e altri eventi catastrofici, anche dovuti al cambiamento climatico), al fine di preservare gli ecosistemi forestali, migliorarne la funzionalità e garantire la pubblica incolumità…”.

Ci chiediamo dunque, ed estendiamo nuovamente il quesito alle autorità coinvolte a vario titolo, Amministrazione comunale in primis, come e perché un progetto di natura squisitamente idraulica, quale è la costruzione delle 19 briglie a Murlo, debba essere finanziato con fondi per la tutela delle foreste, quando le foreste lungo i torrenti in questione godono già di ottima salute e, anzi, proprio le briglie metterebbero a repentaglio l’intero ecosistema della zona! E perchè perseguire un progetto così impattante se non risolve il problema delle alluvioni ma, al contrario, secondo altre fonti, può addirittura PEGGIORARLO?!?

Cari enti, care autorità, vogliamo discuterne? Come dobbiamo interpretare il vostro comportamento: silenzio-assenso o silenzio di complicità?

 

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