Nel territorio di Roma Capitale esistono ancora lembi di bosco scampati all’espansione dell’Urbe e alla speculazione immobiliare che negli ultimi decenni ha cambiato radicalmente forma allo storico Ager romanus.

Fra gli esempi migliori, la riserva naturale regionale “Decima – Malafede” costituisce “una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”, come riconosciuto e riportato nello stesso sito web istituzionale dell’Ente gestore “Roma Natura”, l’ente della Regione Lazio per la gestione del sistema di aree naturali protette di Roma Capitale.

Ciò nonostante continuano i tagli dei boschi, in particolare se governati a ceduo.

E’ accaduto nel 2015 nel bosco di Capocotta, accade in queste settimane a Castel Romano, nella riserva naturale regionale “Decima – Malafede”, nonostante proteste popolari e azioni legali.

Sarebbe l’ora che i secolari interessi privati, anche di modesta entità, lasciassero definitivamente il passo nell’Agro Romano all’interesse pubblico della salvaguardia del patrimonio naturalistico.

Non si può tralasciare il fatto che simili operazioni sono favorite dalla mancata approvazione definitiva di numerosi piani di assetto, i piani di gestione delle riserve naturali, da parte della Regione Lazio: solo alcuni piani sono stati approvati, mentre i restanti, compreso quello della riserva naturale “Decima – Malafede”, non sono stati approvati e le relative misure di salvaguardia sono decadute, consentendo numerosi interventi di grave trasformazione del territorio mediante piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA) comprendenti impianti di compostaggio, centro di vendita ortofrutticola e nuove volumetrie (es. Quarto della Zolforatella).

Anche Roma Capitale potrebbe fare la sua parte per la tutela dell’Agro Romano, con una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, potrebbero destinare qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997): sono, infatti, del tutto insufficienti gli “appelli” lanciati dagli amministratori locali. alla benevolenza delle società di ambito ecclesiastico autrici dei recenti tagli boschivi a Castel Romano, ben poco inclini a seguire gli indirizzi dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco.

Per la riserva naturale di “Decima – Malafede” sarebbe solo l’inizio della fine: all’orizzonte avanzano i progetti della nuova autostrada Roma – Latina e della bretella stradale A 12 – Tor de’ Cenci.

Siamo, però, ancora in tempo per evitare questi ulteriori scempi ambientali annunciati.

Iniziamo a far sentire la nostra voce, la voce dei cittadini!

Per questo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus promuove la petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma, online su https://buonacausa.org/cause/salviamo-i-boschi-di-roma, indirizzata al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti.

Questo il testo:

Petizione per la salvaguardia dei boschi di Roma!

Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,

al Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi,

al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura” Maurizio Gubbiotti,

 

premesso che:

– nel territorio comunale di Roma Capitale sussistono ancora straordinari esempi di habitat naturali e agricoli di primaria importanza;

– all’interno della riserva naturale di Decima – Malafede esiste “una delle maggiori foreste planiziali del bacino del Mediterraneo”;

– l’Ente regionale “Roma Natura” gestisce 15 aree naturali protette (9 riserve naturali, 2 parchi regionali urbani, 3 monumenti naturali, 1 area marina protetta) per complessivi 16.000 ettari;

– l’art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997 consente di acquisire i diritti di taglio boschivo per mantenere i boschi nel loro stato naturale;

tuttavia

– i tagli boschivi, in particolare nelle formazioni gestite a ceduo, proseguono, come avvenuto, per esempio, negli ultimi anni a Capocotta e a Castello Romano, pur all’interno di aree naturali protette;

– i piani di assetto delle aree naturali protette in buona parte non sono stati definitivamente approvati, lasciando decadere le relative norme di salvaguardia;

– i piani ambientali di miglioramento agricolo (PAMA), con l’alibi dei miglioramenti in agricoltura, hanno spesso portato a nuove pesanti distruzioni di natura e suoli agricoli.

 

Pertanto, i sottoscritti cittadini chiedono

 

al Presidente della Regione Lazio

la rapida approvazione dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale,

al Sindaco di Roma Capitale

una variante del piano regolatore generale (P.R.G.) che classifichi “zone di salvaguardia – H” tutte le residue aree boschive con divieto di nuovi tagli. Nelle more, la destinazione di qualche decina di migliaia di euro (perché, in fondo, si parla di tali cifre) per acquisire i relativi diritti di taglio (art. 34 della legge regionale Lazio n. 29/1997),

al Presidente dell’Ente regionale “Roma Natura”

l’emanazione di un atto di indirizzo agli Uffici dell’Ente di sospensione delle autorizzazioni per tagli boschivi in attesa dell’approvazione definitiva dei piani di assetto delle aree naturali protette di Roma Capitale.

 

E ora diamoci da fare: facciamo sentire la nostra voce, difendiamo i boschi di Roma!

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Stefano Deliperi.

Ulteriori informazioni in http://gruppodinterventogiuridicoweb.com

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