Domenica 10 giugno 2018 si è riunito a Milano il coordinamento Lombardo di Salviamo il Paesaggio per rinnovare le attività degli aderenti e discutere insieme degli ultimi aggiornamenti relativi alla proposta di legge per fermare il consumo di suolo, nata un anno e mezzo fa dall’iniziativa del gruppo di lavoro del Forum.

Un gruppo di 75 esperti ha elaborato e condiviso il testo della proposta che, una volta divenuto definitivo, è stato inviato a tutte le forze politiche già prima delle elezioni dello scorso 4 marzo.
E’ arrivata in questi giorni la notizia che il 23 marzo è stata depositata una proposta di legge che riprende proprio il lavoro di Salviamo il Paesaggio nei principi e nella forma e che verrà quindi valutata e discussa. Si tratta indubbiamente di un buon passo avanti: la proposta, nel caso di iniziativa popolare, non avrebbe avuto l’obbligo di discussione.

Domenico Finiguerra ha ricordato le origini del forum e i diversi tentativi che negli anni scorsi hanno fatto sperare in una legge nazionale, elemento di fondamentale importanza. Dalla proposta dell’ex ministro Catania dell’ormai lontano 2012 alle iniziative più recenti. L’augurio è che in questo caso la proposta venga discussa, il prima possibile, senza essere stravolta dalle obiezioni che sicuramente presenteranno altri portatori di interesse differenti da chi vuole tutelare il suolo e la salute.

Jasmine La Morgia ha ricordato i pilastri e i riferimenti della proposta di legge. Dalle definizioni univoche di suolo e consumo di suolo all’obiettivo di un vero stop e non di un semplice contenimento. Secondo la struttura del testo, la legge sarebbe subito operativa facendo salvi solo i diritti soggettivi e non ipotetici interessi in previsione. Vengono richiamati, oltre all’articolo 9 della Costituzione sulla difesa del Paesaggio, anche quelli relativi ala proprietà privata e alla funzione sociale. Se quest’ultima viene meno, secondo la proposta ci sono le condizioni per l’acquisizione della proprietà come patrimonio pubblico dopo aver fatto tutti i relativi passaggi in merito alla segnalazione di abbandono dell’area e l’ordinanza per il ripristino.
Questa disposizione serve a combattere situazioni, purtroppo ricorrenti, di abbandono volontario di un’area per convincere, in modo ingannevole, che l’edificazione di iniziativa privata sia l’unica possibilità di risanamento e miglioramento. Il suolo è un bene pubblico che non deve essere svenduto. Persino Cicerone, richiamando il caso di Gaio Licinio Verre, conosciuto come capostipite dei corrotti, scrisse che dilapidare il patrimonio collettivo lasciatoci dai nostri avi in cambio di somme modeste, è la vergogna più infamante.

Nella mattinata è stata sottolineata l’importanza di un riferimento normativo nazionale che potrebbe costituire un appoggio sicuro per gli amministratori virtuosi. Quelli che già oggi vorrebbero ridurre il consumo di suolo ma si trovano di fronte alla spada di Damocle dei contenziosi.
Al contrario tali esempi andrebbero premiati, come propone il testo di legge, con la priorità nell’erogazione degli incentivi. Per chi invece non ottempera agli obblighi è previsto anche lo scioglimento del Consiglio comunale, come succede per il caso delle infiltrazioni mafiose.

L’obiettivo del testo è quello di non lasciare spazio a facili intrusioni, in una situazione ancor più complessa in quanto caratterizzata dall’intreccio di più livelli di governo del territorio. A partire dai comuni, soprattutto i più piccoli, in cui deve essere superato il circolo vizioso degli oneri considerati “salva bilancio” ma che poi, ad urbanizzazione realizzata, si trasformano in costi che alimentano ulteriore consumo di suolo.

L’esempio lombardo, infine, è tra i più significativi per diversi aspetti. A partire dalle tante infrastrutture, considerate opere strategiche, che hanno avuto sempre una considerazione privilegiata, sia nelle scelte politiche relative alla mobilità sia in termini di consumo di suolo dove sono sempre state tenute fuori da ogni calcolo.
Recentemente Salviamo il paesaggio ha presentato una nota sulle specifiche criticità della nostra regione.
Oltre ad auspicare un rapido confronto con i proponenti della legge alla Camera, l’assemblea considera necessario un confronto con tutti i consiglieri regionali a cui sono state inviate le criticità, sperando di stimolare una necessaria ridiscussione delle attuali leggi regionali sul tema suolo, in particolare la 31/2014 che, nonostante il nome, non risulta per nulla efficace in tema di riduzione del consumo di suolo.

L’Assemblea propone inoltre un incontro con le associazioni, per un vero coinvolgimento nella sfida che abbiamo ora di fronte che è quella di fare “massa critica civica”, come ha ricordato Miranda Baratelli, per far comprendere l’urgenza della questione con la consapevolezza che il testo proposto rappresenta un’importante svolta anche dal punto di vista culturale.

Luca D’Achille @LucaDAchille (fotografie Maurizio Cremascoli)

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