di Vittorio Emiliani.

In Italia le stiamo studiando proprio tutte per ferire la natura e il paesaggio. L’ultimo sforzo – che ha strappato “ohooo” di meraviglia anche al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli intervenuto (in bici) all’inaugurazione il 14 luglio – è rappresentato da una pista ciclo-pedonale ricavata a fianco della Gardesana e che già viene definita “la più bella d’Europa”. Pista del tutto artificiale realizzata con acrobatici ponteggi, ponticelli, armature di tubi dopo aver disboscato e tolto arbusti preziosi dalle rocce. L’assessore alla Cultura, Lara Magoni, egregia sciatrice, ha sentenziato che “di certo rappresenterà una attrattiva cicloturistica a livello internazionale”. E di fronte ad un nuovo flusso turistico come non sacrificare anche l’integrità delle rive del Benaco? Il ministro Toninelli in bici ha inaugurato, concentratissimo, insieme al sindaco di Limone, emozionatissimo, i primi chilometri di quel progetto “mirabolante” secondo i cronisti locali, esclamando (chissà cosa ne pensa il collega di governo Alberto Bonisoli addetto a beni culturali e paesaggi): Una vera e propria opera d’arte”. Costata, soltanto per un breve tratto, 7 milioni di euro.

Eppure mesi fa in un comunicato congiunto Italia Nostra, Wwf e altre associazioni per la tutela hanno denunciato la evidente “ferita al paesaggio” ma anche la scarsa funzionalità dell’”opera d’arte” larga appena 2 metri e quindi poco sicura dovendo conviverci ciclisti e pedoni. Ai primi verrebbe imposta la velocità di 10 Km all’ora. Grande attrazione per i cicloturisti. “La montagna”, denunciano le associazioni amiche del paesaggio, “fino ad una importante altezza si presenta spoglia, imbrigliata da fitte reti, con travi conficcate nella roccia per sostenere reti paramassi a sbalzo. Temiamo che l’intenso disboscamento abbia compromesso anche specie vegetali preziose come la Daphne Reichstenii, vanto naturalistico di quel tratto di sponda gardesana”. L’attraversamento di Limone è poi quanto mai problematico per i pedoni, figuriamoci coi ciclisti ansiosi di cimentarsi a 10 all’ora sulla pista ciclabile più bella del mondo.

Sembra che la Provincia autonoma di Trento, nel cui territorio continuerà la pista ciclabile, stia esaminando con attenzione tutti i rilievi critici. C’è da augurarselo. Il sindaco di Limone ha detto emozionato di vedere realizzato un suo sogno. Altri ha annunciato l’apertura anche di notte della pista. Nessuno ha ricordato che il tracciamento della via Gardesana ebbe come grande consulente lo stesso Gabriele D’Annunzio che aveva già creato il Vittoriale a Gardone e che si occupò di quella importante arteria nel dettaglio ottenendo di disegnarla nel modo meno aggressivo e più nascosto. Costò moltissimo, tre anni di lavori, dal 1928 al 1931 e dieci operai morti in ripetuti incidenti. Ma almeno era una strada. Non una passerella.

Tratto da: https://emergenzacultura.org/2018/07/26/vittorio-emiliani-gardesana-ciclabile-che-ferisce-il-paesaggio/#more-5787

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