A cura del Gruppo Territorio Ambiente-GTA.

Ieri notte e nelle prime ore di questa mattina (25 settembre) è terminata la lunga maratona del Consiglio regionale sulla legge per la semplificazione, il cosiddetto “collegato”, che si è occupato di svariate materie per quasi cento articoli.
Le conclusioni a cui è giunta la seduta del Consiglio rappresentano, per le parti di immediato interesse di tutela ambientale della zona del Laurentino, una bruttissima pagina per la sua salvaguardia e gettano un ulteriore allarme sulle pressioni speculative in questa e in altre aree del IX Municipio Eur di Roma; anche per un incredibile e contraddittorio comportamento da parte della
Giunta di governo della Regione.

Verso il termine dei lavori del Consiglio, che ha discusso centinaia di emendamenti, se ne doveva votare uno – unificato da due precedenti e uguali emendamenti a firma rispettiva della consigliera Bonafoni, Lista Zingaretti e del consigliere Novelli, 5Stelle – con il parere favorevole della Giunta
regionale (assessore Valeriani); l’emendamento allargava il perimetro del Parco dell’Appia Antica di circa 1400 ha. Nel corso della discussione il centro destra si opponeva adducendo motivi procedurali, assolutamente non condivisibili.
Il voto è stato favorevole all’allargamento del perimetro.

Un secondo emendamento presentato dal consigliere Patanè, PD, chiedeva un ampliamento della Riserva di Nazzano Tevere-Farfa; la Giunta regionale (assessore Valeriani) esprimeva parere contrario; il consigliere Patané interveniva con forza in difesa dell’emendamento, chiedendo alla Giunta le motivazioni del suo diniego (che non sono state date) e dichiarando il non ritiro dell’emendamento; la consigliera Corrado, a nome del Gruppo 5Stelle dichiarava di appoggiare l’emendamento e anche il successivo che parlava sempre di allargamento di Parchi; l’emendamento veniva votato a maggioranza con uno scarto di due voti a favore.

Sul successivo e ultimo emendamento (ore 4,15 di stamane), presentato dal consigliere Patané, PD, riguardante l’allargamento del perimetro della Riserva naturale di Laurentina Acqua Acetosa e da lui non illustrato, la Giunta regionale (sempre tramite Valeriani) dava parere contrario; Patané non
ne chiedeva motivazione; nel voto finale l’emendamento era respinto con 21 voti contrari, 20 a favore, 2 astenuti.
Davvero incredibile, nella circostanza, il comportamento della Giunta regionale.

Vale ricordare che nella precedente legislatura (sempre Presidente Zingaretti), la Giunta aveva approvato per ben due volte il Piano di assetto a perimetro allargato della Riserva naturale del Laurentino Acqua Acetosa e che l’allora Commissione regionale ambiente aveva dato parere favorevole; che le obiezioni ufficiali che circolavano sull’allargamento del perimetro della Riserva erano che una legge ma non un Piano di assetto avrebbe potuto modificarne il perimetro; che in finale della precedente legislatura la Giunta aveva presentato un progetto di legge – poi decaduto per termine legislatura – che conteneva tra l’altro l’allargamento del perimetro della Riserva; che tale allargamento aveva avuto il parere positivo unanime e reiterato del Consiglio del IX Municipio, del Comune di Roma Capitale e della Città metropolitana di Roma, oltre che della associazioni territoriali rappresentative.
Ora, si trattava, per l’appunto, di stabilire con legge, come richiesto da alcuni, l’ampliamento del perimetro della Riserva naturale, dando così il via libera successivo al Piano di assetto, pronto da quasi quindici anni.

Come mai l’adozione di un comportamento così contraddittorio da parte della Giunta regionale, non esistendo impedimenti di alcun tipo all’allargamento dei perimetri dei Parchi, soprattutto nel caso del Laurentino?

L’unica spiegazione possibile è che lo stato di abbandono in cui versa la Riserva naturale Laurentino Acqua Acetosa, con un perimetro attuale fortemente frantumato, irrazionale e assolutamente insufficiente a realizzare le finalità di legge, caratterizzato da un diffuso stato di degrado (contrastato solo dalle Associazioni e dai Comitati del territorio) a questo punto sia funzionale alle mire speculative e a sciagurati progetti di cementificazione elaborati in modo totalmente opaco e lesivo della credibilità della Istituzioni democratiche.

Ci sembra evidente, a questo punto, che pressioni di tipo lobbistico abbiamo trovato ascolto (e anche nascano) all’interno dell’amministrazione regionale. Sappiamo che sono state fatte circolare sotto traccia le più assurde e menzognere informazioni che ostavano all’allargamento del perimetro della Riserva, la cui origine è sempre in mire speculative, e a cui la Giunta regionale e il suo assessore hanno dato evidentemente ascolto.

Non pensiamo che i cittadini del quadrante territoriale interessato dimenticheranno questi comportamenti.

La battaglia per la salvaguardia dell’ambiente e della salute della popolazione non finisce certo qui.

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