A cura di Cittadini e cittadine di Montecchio Maggiore contrari alla Pedemontana.

La sciagurata idea di far pagare il pedaggio ha comportato costi elevati e spreco di territorio (caselli, complanari, numero elevato di espropri, stravolgimento della viabilità ordinaria esistente in vista di una nuova al servizio dei caselli). Il pedaggio (doppio di quello dell’A4) terrà lontani gli automobilisti.

Altrettanto disgraziata la scelta di portare la Pedemontana nella Valle dell’Agno. Scelta ulteriormente aggravata dalla galleria di 1600 metri che aggirando un terreno di Marzotto (oggetto di speculazione) ha costretto il percorso della superstrada a 3 attraversamenti della provinciale di fondo valle. Una devastazione.

Distruzione di strade gratuite, grandi scassi, uso spropositato di cemento (sponde, barriere, gallerie artificiali, impermeabilizzazione del terreno…) annunciano danni idrogeologici e l’innalzamento del clima pedemontano.

Per conseguire questo bel risultato abbiamo pagato alla SIS, la società titolare del project financing della Pedemontana, 915 milioni di euro. Con questa somma avremmo potuto da tempo avere la nostra Pedemontana gratuita dall’A31 all’A27 come nel progetto originale.

Ma non basta: nel momento in cui la superstrada a pedaggio entrerà in funzione, ogni anno e per 39 anni, gli abitanti del Veneto dovranno versare alla SIS 153+IVA milioni di euro come canone di affitto! Ciò grazie alla convenzione che il presidente della Regione Luca Zaia ha sottoscritto con la SIS il 30-5-2019!

Fermiamoli e rivendichiamo:

  • Pedemontana libera da pedaggio
  • Abolizione della convenzione del 30-5-2019 su cui pende il giudizio negativo della Corte dei Conti
  • No alla galleria Castelgomberto-Malo. Questa galleria non serve agli abitanti della Valle dell’Agno (e viceversa). Questi colli racchiudono molta acqua pura che alimenta fontane ed acquedotti ed essa rischia di andare dispersa come è successo alle Risorgive delle Poscole. I lavori per la galleria saranno lunghi, costosissimi e pericolosi come diversi gravi episodi hanno evidenziato.
  • Coinvolgimento dell’Università per una conoscenza completa dell’impatto ambientale, per l’elaborazione di proposte di riduzione del danno e di usi alternativi al già fatto.
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