di Luigi Di Marco, Architetto PPC, Consigliere Nazionale AIAS e Co-coordinatore ASviS.

E’ quanto emerge da un rapporto OMS, UNEP e del Segretariato alla Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) del 2015 (1). Nulla di nuovo, poiché comunque ben noto alla scienza, almeno da diversi decenni se non di più, come le malattie infettive e le pandemie abbiano caratterizzato tutta la storia umana, quali effetti collaterali dell’antropizzazione e della modifica degli equilibri ecologici degli ambienti naturali (2).

Le malattie infettive determinate dalle zoonosi, passano da una specie animale all’altra e le aree urbanizzate sono le più vulnerabili alla diffusione dei virus. Come già storicamente lo erano le urbanizzazioni degli esseri umani, lo sono diventate anche le “urbanizzazioni” degli allevamenti intensivi, a dismisura sviluppate negli ultimi decenni (3).

Ciò determina condizioni di vulnerabilità di determinate specie ai virus, essenzialmente per 3 motivi:

a. perché più individui della stessa specie vivono a stretto contatto;

b. a causa delle condizioni igienico-sanitarie che ne conseguono;

c. per la povertà in biodiversità delle aree urbanizzate.

Il rapporto OMS-UNEP-CBD del 2015 parla, infatti, dell’effetto diluente che ha la ricchezza di biodiversità in un dato territorio nel trattenere i virus. In sostanza gli agenti patogeni sono meno aggressivi perché assorbiti e distribuiti su una più ricca e varia presenza di specie diverse (4).

Fonte: WHO, UNEP, CBD 2015, Connecting Global Priorities: Biodiversity and Human Health, pag.134

In merito ai dati di fatto possiamo considerare che:

La pandemia è un problema ecologico e non una fatalità. La responsabilità umana e di un modello di sviluppo insostenibile ne sono la causa determinante, e ciò è scientificamente provato. É stimato che le principali zoonosi sono responsabili di 2 miliardi e mezzo di casi di
malattia e di 2.7 milioni di morti, ogni anno (FAO 2018 (5)); al momento è stimato che il COVID-19 ha già prodotto il lockdown dell’81% della forza lavoro mondiale, e che le conseguenze negative stanno impattando su 3.3 miliardi di lavoratori (ILO 2020 (6)). La prima stima delle perdite di guadagno da lavoro è di 3.4 trilioni di dollari (UN-ILO 2020 (7));

Le perdite economiche e sociali, le morti premature da zoonosi sono un esternalità negativa degli utili d’impresa degli allevamenti intensivi, correlati ai cambi d’uso di suolo e perdita di biodiversità che rendono i nostri ecosistemi più deboli e dunque meno resistenti alla diffusione dei virus. L’attuale pandemia è forse il più grande market failure della storia del libero mercato. Se dovessimo calcolare per ogni ettaro di suolo consumato il relativo costo in “perdita di servizi ecosistemici”, considerando il COVID-19, che cifra dobbiamo indicare? Come valutare anche la nostra perdita di diritti civili più elementari quali la libertà di uscire di casa? Anche la nostra detenzione forzosa è un dis-valore, che ha un prezzo.

• Per il rilancio dell’economia, i Governi avranno ora una capacità nell’esercitare un ruolo d’indirizzo più attivo e forte che mai. Gli stimoli finanziari per una ricostruzione non devono ripetere gli errori del passato, ma supportare la transizione ecologica, il ripristino degli ecosistemi e l’ uso sostenibile del suolo, la decarbonizzazione industriale e il recupero edilizio, modelli sostenibili di produzione e consumo che restituiscano alla natura più di quanto prelevano (8), perseguendo l’obiettivo della piena occupazione. Messa in sicurezza del territorio contro il dissesto-idrogeologico (9) considerando le dinamiche indotte dai cambiamenti climatici, servizi pubblici quali sanità e scuola, sostegno alla ricerca e alle attività culturali devono essere considerate investimento e non più una spesa.

• Questo è quello che stanno chiedendo in molti in questi giorni ai governi, dal Segretario Generale dell’ONU (10), al Club di Roma (11), diverse organizzazioni della società civile italiana (12), oltre al Forum Salviamo il Paesaggio (13), Italia Nostra (14), coerenti finanche con il Financial Times nell’editoriale del 3 aprile 2020 (15). Lo scontro ideologico va messo da parte, bisogna confrontarsi su cosa è più utile per tutti e per ciascuno.

• É giusto e legittimo che le imprese vogliano lavorare e con ciò va perseguito l’art. 4 della costituzione: il lavoro come diritto/dovere. Ma attività d’impresa e lavoro deve essere indirizzate su quanto è riconosciuto come socialmente utile concorrente al progresso materiale e spirituale della società, all’interno di un programma che porti l’Italia ad aumentare la propria ricchezza intrinseca che sta in ciò che la natura offre per la nostra prosperità e benessere, e nei legami sociali, che si possono rafforzare al meglio solo nell’impegno e nel lavoro per un futuro migliore. Per tutti e senza lasciare nessuno indietro. Non può stare dunque negli edifici, capannoni, strade e infrastrutture costruite per far girare un lavoro, non a servizio, ma anzi a scapito degli interessi duraturi dell’economia reale. E non nella volatilità dei valori della finanza, concepiti appunto per disperdersi al vento, ma producendo purtroppo nel loro dispiegarsi danni sociali spesso incalcolabili. Va messo finalmente in pratica l’art.41 della costituzione: l’inziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. Tra cui appunto, li diritto alla salute ex art.32.

I colleghi professionisti Architetti che pubblicano sui giornali e sul web apologie sul consumo di suolo, dovrebbero essere segnalati alle commissioni disciplina degli ordini di appartenenza. Perché non lo sanno che il codice deontologico degli Architetti PPC prevede che i professionisti sono chiamati al rispetto, oltre dell’art 41 cost., anche degli obblighi internazionali? Tra cui la convenzione sulla diversità biologica (CBD) del 1992 e tutto ciò che ne consegue. Gli Ingegneri ancor meglio hanno nel codice deontologico “lo sviluppo sostenibile” che include dunque anche la CBD. Ingegneri e architetti PPC devono allora rifiutarsi di firmare progetti che prevedono il consumo di suolo?

• Sembra esagerato, ma senza andare tanto lontano, la corte d’appello inglese ha bocciato il progetto di una terza pista di atterraggio dell’aereoporto di Heathrow (16) perché in contrasto con l’accordo di Parigi sul clima. Mi pare un esempio che fa riflettere. Ci sono comunque degli enormi vuoti di competenza che vanno colmati per tutti, anche attraverso seri programmi di aggiornamento professionale.

L’ignoranza e l’incompetenza sono nemici peggiori del virus

NOTE:

  1. WHO, CBD, UNEP 2015, Connecting Global Priorities: Biodiversity and Human Health https://www.cbd.int/health/SOK-biodiversity-en.pdf
  2. Per approfondire consiglio lettura di W.H.Mcneill, Plagues and people, 1976, traduzione italiana: “La peste nella storia”, 1982
  3. Ottima la ricostruzione dettagliata di Ángel Luis Lara nell’articolo del 29 marzo 2020 “Causalidad de la pandemia, cualidad de la catástrofe” https://www.eldiario.es/interferencias/Causalidad- pandemia-cualidad-catastrofe_6_1010758925.html tradotto anche da il Manifesto https://
    ilmanifesto.it/covid-19-non-torniamo-alla-normalita-la-normalita-e-il-problema
    /
  4. Lo stesso argomento è trattato anche ad esempio dall’IPBES 2018 nel rapporto sulla Land Degradation https://ipbes.net/assessment-reports/ldr , rappresentato anche in questo video dell’UNEP https://www.youtube.com/watch?v=2rr7u04m5Nc&feature=emb_logo
  5. FAO 2018, Transforming the livestock sector through the Sustainable Development Goals http://www.fao.org/3/CA1201EN/ca1201en.pdf
  6. https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—dgreports/—dcomm/documents/briefingnote/ wcms_740877.pdf
  7. United Nations Secretary-General launches plan to address the potentially devastating socio-economic impacts of COVID-19, https://news.un.org/en/story/2020/03/1060702
  8. Come auspica il nuovo piano per l’economia circolare adottato dalla Commissione Europea https://ec.europa.eu/environment/circular-economy/pdf/new_circular_economy_action_plan.pdf
  9. Che interessa il 91% dei comuni italiani- cfr. ISPRA 2018 http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/dissesto-idrogeologico-in-italia-pericolosita-e-indicatori-di-rischio-edizione-2018
  10. https://www.un.org/en/un-coronavirus-communications-team/launch-report-socio-economic-impacts-covid-19
  11. https://clubofrome.org/impact-hubs/climate-emergency/open-letter-to-global-leaders-a-healthy-planet-for-healthy-people/
  12. https://stop-ttip-italia.net/wp-content/uploads/2020/04/Ricostruire_il_mondo.pdf
  13. http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/03/dopo-il-coronavirus-quale-visione-per-ledilizia-e-le-opere-pubbliche/
  14. https://www.italianostra.org/per-un-rilancio-dell-italia-dopo-l-emergenza/
  15. “Riforme radicali per capovolgere la direzione prevalente delle politiche degli ultimi 40 anni, devono essere messe in programma. I Governi devono accettare di avere un ruolo più attivo nell’economia. Devono vedere nei servizi pubblici un investimento piuttosto che una spesa, e trovare il modo per rendere il mercato del lavoro meno insicuro. La redistribuzione della ricchezza deve tornare a far parte dell’agenda.” https://www.ft.com/content/7eff769a-74dd-11ea-95fe-fcd274e920ca
  16. https://www.theguardian.com/environment/2020/feb/27/heathrow-third-runway-ruled-illegal-over-climate-change