di Antonio Leverone.

Quando, recentemente, ho letto sulla stampa che l’ex Istituto scolastico e religioso Clotilde Olivari di Ruta sarebbe stato messo all’asta per meno di un milione di Euro, ho pensato che ancora una volta la mia Città si stava vendendo. L’istituto fu aperto nel lontano 1951 e venne gestito dalle Suore Somasche fino al 2002; nel 2009 l’amministrazione comunale ne decise
il cambio di destinazione d’uso
(procedura molto utilizzata dalle amministrazioni che si sono succedute), quale il frazionamento in appartamenti, autorimessa interrata e piscina.
L’ennesima speculazione edilizia destinata ad alimentare il mercato della seconda casa.

Nel 2013 la stessa procedura è stata applicata a un altro istituto scolastico e religioso, il complesso delle Gianelline, che si è conclusa con un’altra speculazione immobiliare. Oggi guardando quelle finestre le vediamo chiuse per molti mesi.

La stessa amministrazione dei facili cambi di destinazione d’uso, aveva ottenuto anche il mio voto per la proposta di destinare le Gianelline alle scuole primarie e secondarie. Una occasione per dotare la nostra Città di un complesso scolastico moderno con ampi spazi e un’area esterna a parco. Ottennero il mio voto e, dopo, la mia delusione e anche qualche sentimento più forte.

C’era una fabbrica di trasformatori, la Pisoni si diceva. L’elettronica la fece chiudere e alla fine degli anni ‘70 cessò l’attività. La mia Città aveva l’occasione di risolvere buona parte dei problemi di viabilità legata ai residenti e soprattutto dare un moderno servizio al commercio della città con un innovativo sistema di interscambio per le merci. Per i turisti con un servizio di parcheggio periferico e collegamento al centro città anche con mezzi elettrici. Nulla di tutto questo ma la solita speculazione immobiliare, per altro legittima come le altre.

Camogli aveva anche l’area dell’ex gasometro. Uno spazio pubblico strategico dove realizzare un parcheggio pubblico a rotazione in struttura, armonizzato con il piccolo borgo antico sul lato destro del torrente Gentile (o cian du lô – il piano del lupo). Ci sono esperienze positive su tali soluzioni e una anche a Camogli, in via Mazzini in località Priaro. Niente di tutto questo: vendita dell’area per far costruire un albergo mai aperto e chiuso da anni che, paesaggisticamente, è una diga a sbarrare la valle del Gentile e a imbrigliare quel piccolo borgo antico.
Forse stiamo attendendo l’occasione per il prossimo cambio di destinazione d’uso.
Vicino a quel monumento, ancora dedicato al nulla, ora scavano un parcheggio interrato, peccato che saranno box e parcheggi tutti privati.

Camogli ha così venduto ancora terreno e uso (per sempre) del sottosuolo pubblico. Avremo così presto una struttura privata in pieno centro storico che aumenterà il traffico in centro città senza risolvere alcunché per residenti e turisti.
Cosa “abbiamo” ancora da vendere: enormi volumi dimenticati degli ex ospedali dismessi (sono in vendita da parte della Cassa Depositi e Prestiti). E’ solo questione di eventuali cambi di destinazione d’uso.

Facendo una passeggiata sul Monte, inevitabilmente incontriamo il grande complesso di Portofino Kulm&Kursaal, piacevole complesso Liberty realizzato a metà dell’ottocento, ristrutturato e nuovamente inaugurato nel 1906. Chiuso dal 2013 (la struttura non è stata più aggiornata alle nuove esigenze del turismo) e oggi proprietà di UnipolSai e pare in vendita. Anche in questo caso, cosa stiamo aspettando? Un ricco impresario russo o cinese (scusate la banalità della riflessione) che con un colpo di spugna cancellerà cultura, storia, futuro, chiedendo, forse, l’ennesimo cambio di destinazione d’uso che inevitabilmente arriverà.

E ancora, se raggiungiamo il Semaforo nuovo, struttura realizzata all’inizio del 1900 nel cuore del Parco regionale di Portofino, dove sembra di raggiungere il cielo e di volare con le ali di un gabbiano, troviamo abbandonato e degradato un complesso di origine militare, più volte ristrutturato con soldi pubblici e inesorabilmente ancora abbandonato.
Nel Luglio del 2020 l’Agenzia del Demanio in funzione di un bando “Valore, Paese, Fari” assegna costruzioni e area parco alla New Fari srl per la ristrutturazione e l’utilizzo. Non si è ancora mosso nulla e Parco e Comune, credo, non sappiano nulla sullo sviluppo dell’iniziativa. Il degrado continua in un parco naturale che dovrebbe diventare Nazionale e che è attualmente commissariato.

Alcune proposte dove è ancora possibile intervenire: Camogli ha assolutamente bisogno di giovani famiglie residenti. 5.000 abitanti ma è solo un numero sulla carta e sostenuto con artifici burocratici, in costante fase di invecchiamento. La situazione dell’ex istituto Clotilde Olivari potrebbe essere l’opportunità per una acquisizione pubblica e la trasformazione in appartamenti da riservare a residenza per giovani famiglie. Una riflessione in merito: istituti e scuole realizzati a suo tempo per ragazze e ragazzi con donazioni di benefattori e forse anche con risorse pubbliche, che buttiamo nell’arido mercato dei soldi e a favore di pochi.

I pregiati volumi degli ex ospedali e, perché no, eventualmente i volumi dell’albergo mai nato del piano del lupo e il patrimonio di Portofino Vetta (così chiamato da D’Annunzio) potrebbero essere considerati quali volumi utili per interessi collettivi da inserire nei grandi progetti del Parco Nazionale di Portofino e per la gestione congiunta della eccezionale realtà del parco marino Pelagos per la tutela dei cetacei, in cui la Liguria è completamente immersa e Portofino ne è al centro.

Studio e ricerca, presenza universitaria, ospitalità per giovani, incontri internazionali, turismo di qualità, posti qualificati per ragazzi e ragazze che si aprono al lavoro.

Utopie, può darsi ma prima è necessario parlarne, informarsi confrontarsi, valutare e quindi agire.
Quanto esposto è stato trattato negli anni, in diverse occasioni sia temporali che per argomento e da fonti diverse.

Parliamone.