29 luglio 2021: ricordatevi questa data. In tutto il mondo si è celebrato l’Earth Overshoot Day, il giorno del non ritorno, detto anche del superamento: l’umanità in questa precisa data si trova nella drammatica condizione di essersi già divorata tutta la scorta annuale di risorse non rinnovabili a propria disposizione per l’intero anno. In soli 7 mesi scarsi i Sapiens hanno già consumato acqua, terreni fertili, CO2, minerali essenziali che avrebbero dovuto servirci per 12 mesi e per consentire a queste risorse, vitali per la sopravvivenza dell’intero nostro pianeta, di potersi rigenerare.

Questo particolare “compleanno” cade ancora una volta in anticipo: nel 1970 l’Earth Overshoot Day si era registrato il 29 dicembre per poi toccare i primi giorni di ottobre nei primi anni 2000 e poi sempre prima. Significa che l’umanità continua a consumare le risorse primarie del pianeta (Impronta Ecologica) rispetto alla capacità della natura di far fronte alle sue ingorde esigenze (biocapacità).

Dunque il Pianeta, dal 29 luglio, inizia a dar fondo alle risorse dell’anno prossimo, fornendo una chiara dimostrazione di uno sfruttamento che potremmo definire suicida o, almeno, omicida delle future generazioni. Viviamo tutti, individui e comunità, come se avessimo a disposizione più di una Terra e mezza, ricorda il think tank statunitense Global Footprint Network che ogni anno analizza i dati statistici e scientifici e stabilisce la data-limite.
Secondo alcune stime, un dimezzamento delle emissioni globali di carbonio potrebbe spostare l’Earth Overshoot Day di 93 giorni, ovvero di oltre tre mesi.

Il 29 luglio 2021 negli Usa è stata anche lanciata la campagna “100 Giorni di Possibilità“. 100 sono, infatti, i giorni che ci separano dalla Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre prossimi e dalla quale vorremmo poter ricevere qualche concreto cambio di passo dei governi nel contrastare un’emergenza che di anno in anno si fa sempre più irreversibile.