Il Comitato “Noi walser, per un turismo sostenibile e responsabile” desidera richiamare l’attenzione sui mega-complessi edilizi per un totale di circa 66.000 mc previsti nei Comuni di Alagna Valsesia e Riva Valdobbia, aree comprese in una zona di altissimo valore naturalistico e paesaggistico dichiarata dal Ministero dell’Ambiente “di notevole interesse pubblico”.

A poche centinaia di metri l’uno dall’altro saranno costruiti un complesso edilizio di 31.200 mc (Maximostro Località Miniere addirittura in area di carattere demaniale!), un altro di 24.000 mc per il quale in data 12/06/2012 è stata rilasciata Proroga del Permesso di costruire n. 14/11 del 20/09/2011 (Maximostro Frazione Giacomolo, in prossimità di antiche case walser in legno contro il quale hanno pubblicamente preso posizione Vittorio Sgarbi, Salvatore Settis e Reinhold Messner) ed un altro ancora, già in corso di edificazione (Frazione Reale Inferiore) di 11.000 mc (PEC B1) con una volumetria elevatissima e abnorme in rapporto alla superficie fondiaria, tutte edificazioni all’ingresso del paese di Alagna al confine con il Comune di Riva Valdobbia. Paurose colate di cemento che daranno il benvenuto ai turisti alla porta di accesso del Monte Rosa.

I due Comuni, per non farsi torto l’un con l’altro, trattengono in parti uguali la loro quota di cemento.

L’impatto ambientale sarà devastante, modificherà in maniera rilevante la fisionomia del paesaggio compromettendone i delicati equilibri, l’intrusione visiva delle nuove costruzioni risulterà pesante.

Le enormi dimensioni dei mega-complessi edilizi li pongono al di fuori della storia e della cultura dell’Alta Valsesia.

I Walser sono una popolazione di origine germanica che nel XIII secolo varcò le Alpi e scese in Piemonte e Valle d’Aosta, dove vivono ancora oggi fra le vallate del Monte Rosa, parlando il “titsch” lingua del gruppo germanico che deriva dalla lingua alemannica medioevale.

I Walser hanno dato origine ad una civiltà agro-pastorale originalissima la cui massima espressione in Italia è rappresentata dalla casa walser in legno di Alagna Valsesia e Riva Valdobbia, unica nel suo genere.

Il timore, ma è più che un timore, è che nel tempo le strutture ricettivo-turistiche si trasformino inevitabilmente nelle solite seconde case proprio in virtù del fatto che l’accatastamento risulta essere residenziale.

Le Norme di attuazione (NTA) del P.R.G.C. del Comune di Alagna (novembre 2010) all’art. 24 prevedono infatti che le strutture ricettivo-turistiche, configurandosi come alloggi vacanza, siano accatastate come unità abitative di tipo residenziale. Non si avrà neppure il disturbo di chiedere il cambio di destinazione d’uso.

Cazzuola selvaggia” rischia di cancellare le antiche caratteristiche dei luoghi trasformando tutto, con un maquillage che richiama vagamente l’architettura walser, in un finto villaggio, in una “quinta di teatro”, per un turismo di massa che “scimmiotta” ancora una volta la vita di città per omologare tutto a tutti.

Nonostante nel Comune di Alagna sia in corso di edificazione un mostruoso complesso edilizio di 11.000 mc in Frazione Reale Inferiore, sia stato già rilasciato Permesso di costruire ad un altro di 24.000 mc in Frazione Giacomolo e numerose impattanti iniziative immobiliari siano in programma, il Comune ha ricevuto l’attestato di “Borgo sostenibile” che fa entrare il paese ai piedi del Monte Rosa nel network dei Comuni piemontesi che applicano strategie per uno sviluppo sostenibile del territorio.

La certificazione di qualità turistico-ambientale è frutto della collaborazione tra Regione Piemonte ed Environment Park S.p.A. di Torino. “L’Amministrazione Comunale di Alagna, con disinvoltura e risibile sfacciataggine, si avvale di un’operazione culturale e di marketing a copertura di iniziative immobiliari fortemente speculative e di devastante impatto ambientale” dichiara il Comitato “Noi walser, per un turismo sostenibile e responsabile”.

Il Comitato propone un’alternativa di sviluppo all’imperativo egemone di una crescita inarrestabile a vantaggio di pochi che mette sotto pressione in ugual misura le montagne e le Comunità locali. Il successo della montagna dovrebbe essere nell’alternativa alla vita cittadina, non nella sua appendice.

I meccanismi del passato, fondati sullo sfruttamento delle risorse di un’area limitata, minacciano i nostri sogni e penalizzano il futuro della montagna. La montagna quanto i suoi abitanti hanno bisogno di nuove prospettive. La montagna dispone di tutto quello di cui gli esseri umani avrebbero realmente bisogno: acqua, silenzio, serenità e bellezza, condizioni per continuare a pensare, immaginare e sognare. E’ necessario preservare queste basi fondamentali della vita.”

Legambiente, nell’ambito dell’iniziativa del tour della Carovana delle Alpi 2012, ha premiato con la Bandiera Verde il Comitato “Noi walser, per un turismo sostenibile e responsabile” per il puntuale presidio territoriale volto a contrastare gli abusi e le speculazioni edilizie a danno del patrimonio naturalistico e ambientale.

Alle battaglie del Comitato in difesa della natura e del paesaggio dell’Alta Valsesia hanno dato adesione Associazioni come il WWF (nel cui sito è possibile reperire una vasta documentazione a riguardo, da norme, a delibere, cartografie e ricorsi), Italia Nostra, Pro-natura, Mountain Wilderness e Cipra.

Per informazioni e chiarimenti:

Alessandro Sbragia
alessandro.sbragia@libero.it

___________________________________

___________________________________

Petizione online “Salviamo il paesaggio dell’Alta Valsesia, Monte Rosa”:
http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N17845

Share