La realizzazione di una nuova centrale idroelettrica comprometterà per sempre l’integra bellezza dell’Alpe di By, nel cuore delle Alpi Pennine, in Val d’Aosta, al confine con la Svizzera.

È sempre difficile trattare il tema della tutela del paesaggio quando al posto della sua bellezza si tratta di inserire strutture volte alla cattura di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, per quanto, nell’interesse dell’ambiente in generale, sia importante perseguire un consumo di energia proveniente da tali fonti, c’è un limite.

Riteniamo che, quando si aggredisce un’area non antropizzata, immersa nella natura incontaminata, non attraversata da strade carrabili, sede di bellezze naturali come boschi di larici e torrenti dalle acque bianche (Eaux Blanches) che scendono dal Mont Gelè, questo limite venga oltrepassato.

Viene con piacere resa nota la segnalazione pervenuta in redazione dalla community I camosci bianchi, che sta seguendo la questione della centrale idroelettrica sull’Alpe di By.

L’assurdità di sostituire gli alpeggi con le rotatorie della strada che servirà la centrale è uno dei paradossi più eclatanti di questa storia, che con tutta probabilità si concluderà con l’esito più disastroso, con buona pace del delicatissimo equilibrio ecosistemico e con buona pace degli alpinisti e dei semplici amanti della montagna, che in questa valle trovano incontaminato rifugio dal caos cittadino.

Francesco Siviglia

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