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C’è un’Italia che non molla,
che va avanti e crede nel futuro.

IO FACCIO COSÌ
di Daniel Tarozzi

Sito l’Italia che cambia:
http://www.italiachecambia.org/

Scheda del libro con video presentazione:
http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/io-faccio-cosa-9788861903548.php

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IL LIBRO

Nonostante la crisi, i partiti, le tasse… c’è un’Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro. Daniel Tarozzi ha deciso di salire sul camper e andare a scoprirla e a raccontarla. Sette mesi on the road, senza scadenze o itinerari precisi, inseguendo le esperienze di chi ci prova a cambiare vita e a non rassegnarsi al peggio. 

La scoperta è che si sta creando una rete diffusa dal Nord al Sud di microeconomie che valorizzano il territorio e le competenze delle persone, spesso promuovendo lavori che le statistiche nemmeno rilevano: in città, in campagna, da soli, in gruppo.

Sempre all’insegna dell’ecocompatibilità, del risparmio e della qualità della vita.

Contadini, inventori, imprenditori, manager, artigiani, neolaureati, artisti: le loro storie non fanno più parte dell’aneddotica, ma costituiscono una realtà che va raccontata e fotografata e dimostrano che un altro Pil, più vero e di qualità, è possibile.

L’AUTORE

Daniel Tarozzi è direttore della rivista web “Il Cambiamento”. È autore e regista di diversi documentari, tra cui: SAMBIIGA, ALTRO FRATELLO ePRIMAVERE A SARAJEVO (entrambi con Andrea Boretti). È fondatore con Francesca Giomo di “Terranauta”. È autore del libro OGM IN ITALIA. Cura un blog per “il Fatto Quotidiano” on line e continua il racconto dell’Italia che cambia su www.italiachecambia.org

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“Ci sono tantissime realtà italiane in movimento. Il problema è che sono invisibili. Dobbiamo lavorare per farle vedere.”
Hans Schmieder dell’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco (Bressanone).

“Io credo che dobbiamo passare dal ‘vinco io perdi tu’ al ‘vinciamo tutti’.”
Michela Scibilia, Venezia.

“Il cambiamento è un percorso, un cammino. Richiede un lavoro serio,faticoso, che va fatto senza dimenticare mai che il bene più prezioso è un bene immateriale: il tempo.”
Don Gianni Fazzini ha avviato l’iniziativa Bilanci di giustizia per aiutare le persone bisognose a risparmiare.

“Molte persone pensano che i singoli non possano fare la differenza. Sbagliano! E l’esempio dei trasporti è perfetto. Un camion su due viaggia vuoto. Le ditte di trasporti chiudono continuamente. Se noi cooperiamo diventiamo più competitivi verso il resto del mondo.”
Gaetano La Legname, fondatore di FAI MENO Strada, il primo progetto a livello mondiale di sistema di trasporto intelligente di proprietà.

“Vogliamo convincere le amministrazioni a inserire gli orti nei loro pianiregolatori. Il progetto ‘orto in condotta’, nelle scuole, è andato molto bene. Ci cercano in tantissimi, non riusciamo a star dietro a tutte le chiamate.”
Gianfranco Bettega e Adriana Stefani, Slow Food Trento

“Stiamo realizzando una cooperativa aperta a tutti, che acquisti terreni chealtrimenti sarebbero destinati magari all’edilizia, o che sono abbandonati, e li affidi a qualcuno che vuole iniziare a coltivare la terra. Vogliamo seguire i neocontadini offrendo assistenza, formazione e mettendoli in retetra loro e con le altre realtà di CampiAperti.”
Cristina Tagliavini, Accesso alla Terra

“Nel 2010 è nata la prima piazzetta… Gli spazi sono occupati legalmente. Ci è stata concessa la licenza… Il nostro obiettivo era aprire spazi incui discutere senza posizioni precostituite.Vogliamo che sia riconosciuto il diritto di abitare, condividere, coesistere, e inoltre vogliamo creare un’alternativa alla televisione.”
Stefano Reyes, autore del progetto Luoghi di sosta pedonale – Una rete di micropiazze per Bologna

“Volevamo rompere la dicotomia campi rom-città… Per questo siamo andati nei loro ‘campi’ e li abbiamo coinvolti… Abbiamo sottratto uno spazio pubblico al degrado… Tutte le nostre attività sono miste, italiani e rom. Portiamo i bambini italiani nei campi a fare laboratori e viceversa.”
Barbara Pirro dell’associazione Chi rom… e chi no, Scampia-Napoli

“Oggi in Puglia c’è un ritorno di tanti giovani che erano emigrati e che – spesso per mancanza di lavoro – decidono di riprovare a costruirsi un futuro qui.”
Virginia Meo, rappresentante di Ressud, che mette in rete le realtà di economia solidale dall’Abruzzo alla Sicilia

 

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