monza libro bianco

Da circa tre anni l’Amministrazione comunale di Monza ha avviato la variante generale al Piano di governo del territorio, PGT vigente dal 2007. Peccato che quello presentato il 12 marzo scorso sia vistosamente carente.

Mancano meno di due anni alle nuove elezioni amministrative comunali del 2017, ma ancora non si vede il nuovo PGT completo, il cui iter di revisione generale era stata avviato dalla Giunta il 5 luglio del 2012.

La legge urbanistica regionale n. 12 del 2005, prevede una serie di passaggi: si inizia con la raccolta di suggerimenti e proposte da parte di chiunque ne abbia interesse; viene avviata la Valutazione ambientale strategica (VAS); si elabora il Piano che, un mese prima della sua adozione in Consiglio comunale, deve raccogliere il parere delle parti sociali ed economiche. Essendo il Comune di Monza il terzo in Lombardia (120.000 abitanti), di solito la discussione del PGT dura diversi mesi, essendo quell’atto il più rilevante di ogni amministrazione perché orienta le strategie e la gestione delle politiche territoriali e ambientali. Per Monza, poi, la questione urbanistica è sempre stata molto spinosa, con vicende che spesso si sono snodate tra interessi pubblici e privati, creando aspettative e timori, non solo a livello locale.

Tornando all’iter del nuovo PGT di Monza, questo ha visto anche un percorso partecipativo abbastanza intenso, dal titolo “Una città per te”, che si è svolto nel 2014 e che ha visto diverse decine di persone, anche in rappresentanza di categorie professionali, economiche e associative, dire la propria sugli obiettivi da perseguire nella stesura del nuovo Piano. Naturalmente in quelle consultazioni escono le aspirazioni migliori: contenere il consumo di suolo, realizzare una rete verde, promozione della mobilità dolce, formare centri di vita, recupero del patrimonio edilizio esistente, insediamenti industriali innovativi che rispettino l’archeologia industriale delle aree dismesse, sostegno all’housing sociale e all’edilizia a prezzi calmierati. Scelte che vanno bene per Monza, ma anche per molti altri Comuni, più piccoli e più grandi.

Purtroppo in questo nuovo Documento di Piano (2015) mancano alcune parti fondamentali come la conclusione della Valutazione ambientale strategica (VAS) e il Piano dei Servizi e delle Regole, che rendono di fatto incerti tutti i suggerimenti giunti dai cittadini. Mancano poi alcuni allegati quali quello relativo alla “Valutazione di sostenibilità dei carichi urbanistici sulla rete di mobilità”, cosa non di poco conto, nonché alcuni paragrafi della Relazione illustrativa, come per esempio quello sul Commercio. Infine, sul Parco di Monza, dotazione strategica per la città, non si dice praticamente nulla se non un generico riferimento alla cartografia del Piano territoriale del Parco della Valle del Lambro.

Non si comprendo i motivi per cui la Giunta abbia voluto presentare un Piano così carente, rischiando di alimentare pressioni e aspettative sulle parti ancora mancanti, sulle quali vengono date ora solo indicazioni e suggerimenti per gli Uffici, i quali devono stendere il Piano dei Servizi e il Piano delle regole. In ogni caso, dopo quasi tre anni dall’avvio, il lavoro pare insufficiente e, come detto sopra, si avrà modo di valutarlo quando verrà presentato nella forma richiesta anche dalla legge regionale 12/2005, nei suoi aspetti positivi e negativi.

Questo è uno dei motivi per cui alcuni comitati cittadini, che da sempre seguono le vicende urbanistiche della città e rappresentano di fatto il punto di vista degli ambientalisti, hanno dato vita al progetto del cosiddetto Libro Bianco della città di Monza.

Questo libro bianco nasce per caso, durante una delle ultime riunioni dei comitati di quartiere che aveva come tema la valutazione della proposta del nuovo PGT ed è stato pensato come una raccolta spontanea delle voci dai quartieri.

L’obiettivo di questo libro, scaricabile gratuitamente dalla pagina facebook creata appositamente per l’occasione (https://www.facebook.com/pages/Monza-Libro-Bianco-sulla-citt%C3%A0/376032312608126)  è quello di rivolgersi ai cittadini monzesi, cioè a coloro che hanno sempre considerato le questioni urbanistiche un argomento troppo tecnico e specifico per avere un’opinione personale, per allargare il più possibile il dibattito sul futuro della città, legato da troppi anni ormai agli interessi particolaristici dei costruttori immobiliari.

Nella prefazione si legge:

“È un libro che parla a gente comune usando un linguaggio anche tecnico e non generico, perché negli anni abbiamo dovuto imparare il linguaggio degli urbanisti per capire come affrontare con gli strumenti giusti cosa stava succedendo alla nostra città.
Soprattutto è un libro che vuole stimolare la partecipazione, perché non si dica ‘Non lo sapevamo’.”

Il dossier è stato pubblicato come un normale file PDF, e, non essendo legato ad alcuna casa editrice, gli stessi coautori auspicano che si aggiungano presto altri contributi da altri quartieri della città, garantendo così il suo continuo aggiornamento nei mesi a venire.

È possibile scaricare il libro direttamente da questo link.