Sarà la prima nella storia d’Italia, la manifestazione per la cultura e il lavoro che si terrà a Roma il prossimo 6 ottobre. A scendere in piazza saranno i professionisti e i lavoratori che appartengono al mondo dello spettacolo e dei beni culturali ma l’invito è aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo della manifestazione coinvolge infatti tutti quanti: non si tratta solamente di una questione economica e lavorativa ma si va oltre a questo. La politica italiana ha purtroppo svilito il ruolo della cultura negli ultimi anni e lo stesso patrimonio artistico della nostra Penisola. E così, da un lato si è sempre posto l’accento sull’aumento del turismo culturale e dall’altro si è glissato a più riprese sulle condizioni dei lavoratori, sull’utilizzo indiscriminato di volontari, sullo smantellamento delle istituzioni storiche.

Oggi, purtroppo, la politica italiana sembra poco interessata a tutta quella macchina che sta dietro e che fa ogni giorno funzionare il sistema culturale ed artistico del nostro Paese. Ecco perchè una manifestazione: per chiedere maggiori diritti, per far tornare il patrimonio culturale italiano al suo posto, dove meriterebbe e ha sempre meritato di trovarsi.

Come ricorda il manifesto della riforma culturale, questo è l’unico settore che non è stato toccato dalla crisi economica. I turisti hanno continuato a venire in Italia, alimentando un business che non è mai stato messo in discussione. I lavoratori e i professionisti però non sono più disposti ad accettare determinate condizioni e chiedono a gran voce di essere ascoltati, prima di tutto.

Le richieste dei lavoratori e professionisti culturali

Ad aderire alla manifestazione saranno in moltissimi e le loro richieste sono state già pubblicate in modo limpido e chiaro. Vediamone alcune:

Portare l’investimento italiano in cultura al 1,5% del PIL (allienandosi di fatto agli altri Paesi europei);

Aumentare i finanziamenti pubblici al settore dello spettacolo e modificare i criteri di assegnazione del Fondo Unico per lo Spettacolo, rendendoli più trasparenti;

Promuovere un nuovo sistema nazionale per l’abilitazione a guida turistica;

Promuovere il rispetto dei contratti nazionali esistenti e creare un contratto nazionale del settore audiovisivo;

Annullare le riforme ministeriali più recenti;

Promuovere l’assunzione, nel ministero, di almeno 3.500 lavoratori entro il 2020;

Regolarizzare il volontariato culturale, ponendo fine al lavoro gratuito in questo settore;

Pubblicare i decreti attuativi della legge 175/2017 ascoltando anche le varie parti sociali coinvolte.

Queste sono solamente alcune delle richieste da parte di coloro che parteciperanno alla manifestazione del lavoro e della cultura del 6 ottobre a Roma. Non viene chiesto niente di eccezionale, ma solo di restituire all’Italia e agli addetti culturali un Patrimonio artistico che sia regolarizzato e in linea con le politiche europee.

Il settore culturale è da sempre per l’Italia una risorsa fondamentale, anche dal punto di vista prettamente economico. I guadagni sono positivi ma lo stesso non si può certo dire delle condizioni lavorative di coloro che operano in questo settore. Con questa manifestazione viene chiesto che siano rispettati prima di tutto i diritti dei lavoratori ma anche il patrimonio che la nostra Penisola ha il dovere di onorare.
Roma è un terreno fertile per tutto questo: la sindaca Raggi ha dimostrato a più riprese di avere a cuore il settore culturale ma non è sufficiente.

Ritrovo ore 10 Piazza di Porta San Paolo (metro Piramide).
Il corteo si concluderà in Piazza Mastai, dove si terrà un momento assembleare per discutere sul futuro del movimento.

 

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