La battaglia dei comitati monzesi contro la turbo urbanistica prosegue. Dopo la manifestazione congiunta dello scorso 13 maggio, resta alta l’attenzione nei quartieri e sono previste nuove iniziative.

L’ingiustificato consumo di suolo a Monza, capoluogo della provincia più urbanizzata d’Italia, non accenna ad arrestarsi. I cittadini sono scesi in piazza contro le discutibili e dannose scelte urbanistiche dell’attuale amministrazione comunale, senza dimenticare gli errori del passato e soprattutto chiedendo, in vista delle ormai prossime delle elezioni comunali previste nel 2022, un cambio totale di visione sulla città.

Associazioni e comitati si sono dati appuntamento il 13 maggio 2021 per un sit in sotto le finestre del municipio al grido “più verde e basta cemento”. Testimonianze ed interventi si sono svolti in successione di fronte ad una numerosa cornice di partecipanti muniti di cartelli. Il risultato è stato quello di un messaggio forte e chiaro: dal 2010 sono stati approvati da 3 amministrazioni diverse, piani attuativi per oltre 1 milione di metri cubi. Un’insensata accelerazione del consumo di suolo e di cementificazione che risulta inaccettabile.

Sono state scelte chiaramente insostenibili di fronte alle quali l’unione fa la forza. Non è stata la prima occasione di coordinamento e collaborazione tra i comitati che già 10 anni fa scesero in strada con un corteo nelle vie del centro. E non sarà sicuramente l’ultima.

Perché sono veramente tante le situazioni “a rischio cementificazione” che preoccupano: l’area di pregio storico dell’Ex Buon Pastore di via Cavallotti, l’ex Feltrificio Scotti di viale Cesare Battisti, le torri che incombono sull’area di Via U. Foscolo, le aree verdi in pericolo al quartiere Cazzaniga e a San Fruttuoso. I problemi ambientali del quartiere di S.Albino, la mancata adesione di Monza al Parco sovracomunale del Grubria ed altre ancora a cui si aggiungono le vicende legate alla gestione del Parco e della Villa Reale

Tante gocce che fanno traboccare un vaso già pieno. Negli anni i comitati non hanno fatto mancare osservazioni e proposte: è stata chiesta una variante al PGT con obiettivo zero consumo di suolo, la creazione di nuovi parchi e la salvaguardia su tutte le aree libere.

Con una popolazione che da tempo è stabile intorno ai 120.000 ab e diverse aree da recuperare, è evidente la necessità di puntare su ristrutturazione e valorizzazione dell’esistente, conservando e, perché no, recuperando dove possibile la naturalità dei suoli. “Più suolo, Più vita” recitava uno degli striscioni presenti, affiancato da la “transizione ecologica non è cementificazione” e ovviamente “stop al consumo di suolo”.

Quando e perché nasce il coordinamento delle associazioni e dei comitati? Ci risponde Giorgio Majoli, portavoce del coordinamento.

Il Coordinamento di Monza è nato più di dici anni fa, promosso da Legambiente e Italia Nostra. nel corso degli anni ha visto ingrossare le proprie file e oggi conta ben 14 Comitati sparsi in tutta la città.

E’ nato per contrastare la proposta di edificare 1,7 milioni di metri cubi sulla aree agricole di Monza con una variante al PGT. La manifestazione seguita allora (2011) ha visto la partecipazione di 350 persone che scesero in piazza contro quel Piano di Governo del Territorio.

Quali saranno le prossime iniziative?

Le prossime iniziative si svolgeranno nel mese di giugno, con l’iniziativa “Qui Monza” La voce dei Comitati. Quattro serate in diretta Facebook e YouTube durante le quali ciascun Comitato racconterà le proprie critiche e le proprie proposte alternative ai progetti di cementificazione portati avanti dall’attuale Amministrazione di centro destra.

Il Coordinamento non mancherà inoltre di pubblicare il 3° Libro Bianco sulla città, che seguirà quelli redatti nel 2015 e nel 2018.

Luca D’Achille @LucaDAchille