A cura della Rete dei Comitati della città Metropolitana di Milano.

La Rete dei Comitati della città Metropolitana di Milano ritiene che nel nuovo Regolamento per la partecipazione del Comune di Milano, attualmente in discussione, vi sia un problema di carattere politico.

Si presenta infatti come una ragnatela di norme e procedure complesse, di infiniti passaggi che imbrigliano l’effettiva partecipazione invece di promuoverla.

Ci saremmo aspettati che il nuovo regolamento rendesse più agevole, ampliasse e migliorasse la possibilità di partecipazione per i cittadini e le cittadine. Invece è ancora più farraginoso e complicato, configurando una pseudo partecipazione. Continua infatti a mancare una reale possibilità di intervenire e incidere sulla progettazione e la governance della città.
 
Evidenziamo le seguenti criticità:

  • La tempistica di discussione del regolamento che risulta inadeguata, insufficiente, limitata, escludente, soprattutto trattandosi di partecipazione, come dimostrato dall’esiguo numero di proposte pervenute: poche decine di cittadini su oltre 1.400.000 residenti.
  • Gli accreditamenti informatici (SPID ecc.) sono sicuramente il futuro e se ben gestiti possono essere un modo veloce di autenticare accessi e dichiarazioni; però basare oggi la partecipazione su questi strumenti è troppo escludente, poiché non tiene conto di quelle fasce di popolazione che non sanno neanche cosa sia lo SPID.
  • La quantità di firme richieste per l’attivazione dei processi è eccessiva, tanto più se paragonata a quella attuale e alle procedure a cui siamo abituati (raccolta firme autenticate, raccomandate ecc.)
  • L’asimmetria tra i cittadini e l’amministrazione: i primi per proporre un’istanza o un progetto devono superare una serie di ostacoli che rendono praticamente inesigibili i loro diritti, mentre la seconda si limita a illustrare i propri progetti chiedendo semplicemente un consenso su scelte già preconfezionate.
  • La mancanza dei criteri di nomina della commissione “indipendente” dei garanti.
  • L’assenza della possibilità di influire sulle scelte da parte dei cittadini singoli o organizzati che vengono solo ascoltati senza che siano previste ricadute certe di accoglimento delle loro istanze, come del resto già avveniva col precedente regolamento.
     
    Chiediamo:
  • La partecipazione alle Conferenze dei Servizi non solo delle parti direttamente interessate, ma anche di rappresentanze di cittadini / associazioni / comitati a tutela della più assoluta trasparenza.
  • Il coinvolgimento diretto di cittadini / associazioni / comitati, che ne abbiano fatto richiesta, nel monitoraggio dei lavori esecutivi relativi ai progetti vincitori delle gare d’appalto.
  • L’apertura alla partecipazione di rappresentanti di cittadini / associazioni / comitati nell’esame dei progetti presentati al Comune, in primo luogo quelli riguardanti l’urbanistica, anche e soprattutto quando essi siano nella loro fase progettuale preliminare.
     
    Per tutto quanto sopra indicato, chiediamo la ridiscussione del nuovo regolamento perché la governance orizzontale della città deve essere aperta a tutti, tutti devono avere il diritto di partecipare e questo diritto non può essere vincolato, subordinato, limitato.

Rete dei Comitati della città Metropolitana di Milano:
Associazione Amici Parco Nord, Associazione Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere, Azioniamo, Baiamonti Verde Comune, Che ne sarà di Città Studi, Cittadini difesa ambiente zona 5, Comitato Cittadini Crescenzago, Comitato Cittadini per Piazza d’Armi, Comitato la Goccia, Comitato Milanese Acquapubblica, Comitato per la Difesa del centro balneare Romano, Comitato Torre di Via Stresa -Torre Insostenibile, Forum Civico Metropolitano, No asfalto tutela strade lastricate, Proteggiamo il Monte Stella, Salviamo Benedetto Marcello, Salviamo il Parco Bassini, Un altro piano x Milano, Salviamo il Pratone, Greensando.