di Frederick Bradley.

Parlando di paesaggio non si può certo prescindere da quello costruito ad arte nell’ambito dell’architettura residenziale, specie se questa assume un preciso valore storico, oltre che per l’edificio in sé, soprattutto per il contesto territoriale in cui si colloca. E’ il caso delle Ville Lucchesi, esempio per molti versi ancora vitale di gestione del territorio rurale all’intorno di Lucca, dal Rinascimento ad oggi.
Tra il 1500 e il 1800 fu in uso tra le famiglie più facoltose di Lucca possedere una dimora nella campagna fuori città dove passare la bella stagione tra i piaceri della vita agreste. In quattro secoli, ricchi mercanti, nobili, politici di alto rango costruirono nella campagna lucchese alcune centinaia di ville creando un vero e proprio sistema paesaggistico dove la bellezza delle tenute signorili si associava rigorosamente alla cura attenta del territorio. Ogni tenuta era composta da un palazzo, dove risiedevano i proprietari, immerso in un grande parco in cui si trovavano gli edifici di servizio, come la casa del fattore e la limonaia per il ricovero invernale delle piante di limone, una costante nell’arredo dei giardini dell’epoca. Nel corso dei secoli sia i palazzi che i parchi di loro pertinenza vennero più volte trasformati secondo lo stile che di volta in volta si imponeva per mantenere il decoro dovuto al rango signorile dei proprietari.  Ville in origine rinascimentali acquisirono così un’impronta decisamente barocca fino a diventare, in alcuni casi, veri e propri riferimenti neoclassici. 
Gran parte di queste ville sono tuttora esistesti e spesso la loro architettura ne testimonia ancora l’evoluzione stilistica che oggi si traduce in stratificazione storica. Ad alcune di loro che si distinguono per ricchezza formale e valore storico, tra cui Villa Mansi, oggetto della scheda di questo mese, viene riconosciuto il titolo di monumentale. Buona lettura…

Il paesaggio di Villa Mansi

Villa Mansi è una delle più interessanti Ville Lucchesi con le quali condivide e l’evoluzione architettonica in funzione del variare del contesto storico.

La costruzione originaria fu realizzata dalla Famiglia Benedetti come base per le proprie attività agricole. Alla fine del ‘500 l’edificio fu acquistato dalla Famiglia Cenami che lo trasformò in villa sub-urbana. Nel 1632 la Contessa Felice Cenami affidò all’architetto Muzio Oddi la ristrutturazione che conferì alla Villa gran parte del suo assetto architettonico attuale.  Nel 1675 la Villa fu acquistata da Ottavio Mansi che ne affidò una prima rivisitazione all’architetto Raffaello Mazzanti e poi, nei primi del ‘700, all’architetto Gian Francesco Giusti.

​Nella facciata meridionale dell’impianto originario vennero aggiunti due corpi di fabbrica avanzanti, collegati da un portico di spessore inferiore rispetto agli aggetti laterali.

Nella differenza di profondità che si venne a creare fu inclusa la rampa di scale per accedere al portico sopraelevato, caratterizzato da tre serliane, in seguito decorate con statue che rimandano al mito delle stagioni e all’allegoria della campagna con le sue divinità propiziatorie. Sopra al portico venne realizzato un loggiato. 

Nei primi del ‘700, l’architetto Gian Francesco Giusti intervenne nuovamente sulla facciata portandola alla sua sistemazione attuale. Il loggiato sommitale venne chiuso a formare un prospetto in cui si riprendeva il disegno delle serliane sottostanti, e sui corpi laterali fu inserita una balaustra decorata con statue di fauni e ninfe. Le nuove modifiche conferirono alla villa l’aspetto teatrale che oggi la caratterizza, dove la facciata principale rappresenta la “scenae frons”.

Anche il giardino della Villa subì nel tempo modifiche per mano di diversi progettisti. Il primo intervento strutturale risale alla metà del ‘600 e fu opera del Mazzanti, attento conoscitore delle novità riguardanti l’allora nascente architettura dei giardini, diffusa soprattutto da Andrè Le Notre, all’epoca anche lui attivo in Lucchesia. Mazzanti riporterà le tecniche romane e le ispirazioni francesi attraverso lo spirito della scenografia e della suggestione prospettica. Su questo impianto, nella prima metà del ‘700 Filippo Juvarra realizzò un tipico giardino barocco con un ampio parterre di aiole fiorite e siepi di bosso, perimetrato da quinte di verzura. Di questo impianto, oggi resta parte delle siepi di bosso e la Peschiera.

Nell’800, in accordo alle nuove visioni dell’epoca, il giardino barocco venne sostituto dall’attuale giardino all’inglese: fu creata un’ampia e ondulata distesa prativa di forma irregolare che si incunea lateralmente nel fitto della boscaglia fino a congiungersi ai viali retrostanti il palazzo. Una cornice di varie specie arboree crea macchie d’ombra intorno alla piana erbosa.

Tratto da: http://www.wikitinera.it/index.php/it/villa-mansi-lucchesia-lu-toscana/15277-villa-mansi-lucchesia-lu-toscana