IMG_0635Innumerevoli sono i meetings, conferenze, dibattiti che si svolgono nelle istituzioni comunitarie e che coinvolgono direttamente o indirettamente persone interessate al tema suolo e territorio. La maggior parte di esse accolgono “iniziati” che si parlano tra loro senza modificare le impostazioni che permetterebbero un più ampio dibattito.

Fa eccezione la conferenza “Good Food Good Farming” che si è tenuta il 10 e 11 febbraio presso il Comitato Europeo Economico e Sociale –EESC1.

Organizzato da Arc2020, Friends of the Earth Europe, IFOAM EU Group e dal EESC, ha visto la presenza di rappresentanti della società civile, organizzazioni contadine, cooperative, oltre ad accademici e politici (per maggiori dettagli e documentazione, in inglese, seguire il sito di Arc2020).

Questa conferenza fa eccezione per due motivi: la struttura del dibattito e la presa di responsabilità dei partecipanti. Si parte da un elemento comune: la necessità di produrre cibo organicamente e di consumarlo ecologicamente se si vuole lasciare ancora una speranza di vita sostenibile alle future generazioni.

I 150 partecipanti sono stati sollecitati a creare una nuova visione della Politica Agricola Comune (PAC) da presentare alle istituzioni europee. Dopo una riunione plenaria, si sono formati quattro gruppi di discussione:

  1. Verso una PAC più verde e più equa;
  2. Come favorire le economie rurali sostenibili e le risorse naturali;
  3. Mercati e commercio internazionali;
  4. Verso un Politica Comune sul Cibo.

Risoluzioni, commenti e raccomandazioni sono servite – la mattina seguente – per un coinvolgimento in prima persona (a nome della istituzione rappresentata) al fine di concretizzare le idee e le opzioni vagliate il giorno prima.

Ne è scaturita così una “roadmap” con impegni e scadenze da rispettare e con coinvolgimento dei partecipanti.

Questa conferenza ha un doppia validità per il Forum Salviamo il paesaggio e i lettori della sua Newsletter:

a) inserisce il suolo e il territorio con la produzione e consumo di cibo nella sua completa accezione: dalla coltivazione della terra, al commercio locale/regionale/internazionale fino all’utilizzazione finale e al recupero/uso dei rifiuti. Automaticamente il suolo diviene l’elemento portante di tutto il ciclo;

b) obbliga gli specialisti di suolo, territorio, paesaggio a capacitarsi che è necessario il confronto con gli altri attori sociali (come contadini, politici, rappresentanti della società civile, consumatori…) al fine di trovare assieme une via sostenibile e duratura.

Il suolo è stato menzionato ricorrentemente come elemento fondamentale alla stessa stregua di acqua e aria. Se ne è ricordato limiti, funzioni, necessità, diversità, fertilità.

Nella sezione “I nostri elementi naturali comuni” della descrizione della Roadmap, si può leggere:

“Troppi dei nostri territori soffrono delle pratiche agricole insostenibili che causano compattazione, erosione, perdita di sostanza organica e della fertilità del suolo. Produzione animale e vegetale sono ancora troppo dipendenti da fertilizzanti sintetici, pesticidi, o da farmaci e alimenti concentrati. Sempre più il suolo non è utilizzabile a causa dell’invasione tentacolare dell’urbanizzazione. A meno di cambiare radicalmente il nostro modo di usare la terra e le relative pratiche agricole, i nostri suoli perderanno la loro capacità nutrire e sostenere la vita nel Mondo. La nostra terra perde anche troppi contadini per produrre il nostro cibo ed è concentrata nelle mani di pochi e sempre più pochi proprietari. Giovani e nuovi contadini hanno gravi difficoltà a iniziare le attività agricole e molti rinunciano a causa di iniqua competizione all’accesso alla terra, iniqua distribuzione dei sussidi e povera implementazione di strategie di sviluppo rurale sostenibile.

Entro il 2020 desideriamo installare una Politica Europea su Cibo e Agricoltura che sostenga i contadini e coloro che lavorano la terra, e non redditieri di ettari. Il sostegno pubblico dovrà dipendere dalla buona gestione del suolo e dei suoi ecosistemi, e sostenere gli investimenti necessari per fare ciò. Chiediamo politiche e misure che aumentino la materia organica e la fertilità del suolo. Inoltre politiche che facilitino l’accesso alla terra a quei giovani, in aree urbane e rurali, che sono pronti a prendersi la responsabilità di una gestione sostenibile della terra e di una rivitalizzazione delle economie rurali basata su principi agro-ecologici”.

Nella definizione delle azioni dettagliate nella roadmap non si sono manifestati elementi particolari per il suolo e il territorio. Occorre coinvolgere gli specialisti di suolo e territorio nella preparazione di idee e di proposte concrete per una futura politica comune orientata al cibo e all’agricoltura.

Il nostro Forum dovrebbe forse domandarsi come “afferrare” questo treno che si è appena messo in marcia.

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