Ecco il testo della lettera che il nostro Forum nazionale ha trasmesso a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, a Frans Timmermans, Vice Presidente Esecutivo – European Green Deal e a Virginijus Sinkevičius, Commissario Ambiente, Oceani e Pesca.

Egregia Signora, Egregi Signori,
Ci riferiamo al significativo discorso che la Presidente della Commissione Europea ha tenuto lo scorso 16 aprile al Parlamento Europeo, i cui toni hanno destato un esteso coinvolgimento.
Ora è con rinnovata attenzione che i cittadini europei attendono di trovare la conferma alla volontà e capacità di visione degli Stati membri dell’Unione Europa verso una “ripartenza” basata sull’abbandono delle strade rovinosamente percorse nel passato.

Perché le parole della Presidente abbiano un seguito nei fatti, si dovranno stabilire obiettivi e parametri di priorità tali che il peso maggiore dell’attuale crisi sia sopportato da chi ne ha le potenzialità in modo da proteggere le fasce di popolazione più demunite e a rischio.
A questo sforzo di solidarietà occorre affiancare l’altra priorità: la salvaguardia dell’ambiente, il cui impoverimento è da annoverare tra le concause della pandemia. Tale scopo si pone come elemento irrinunciabile e portante della diversa visione di recupero e crescita della nuova Unione Europea.

Questi due valori di riferimento dovranno guidare le politiche di tutti gli altri settori: sanità, educazione, ricerca, commercio, agricoltura, industria, opere pubbliche.
Riprendendo il testo del Green Deal for Europe vogliamo attirare la vostra attenzione sull’assoluta necessità di portare il suolo tra gli elementi dell’Ecosistema da proteggere.

Per evidenziare la gravità legata alla mancata conservazione dei suoli, basta ricordare che già nel 2015 il rapporto della Nazioni Unite sulla Biodiversità indicava nel suolo la provenienza del 40% delle infezioni virali (pag. 134).

Il Suolo non è ancora tutelato da una specifica direttiva europea ed è sempre più a rischio di degrado e di perdita. I dati più che catastrofici sulla perdita di suolo, nelle sue varie forme, sono riportati nei rapporti ufficiali dell’Agenzia Europea dell’Ambiente
https://www.eea.europa.eu/data-and-maps/dashboards/land-take-statistics
https://www.eea.europa.eu/it/highlights/lo-stato-dell-ambiente-in-europa

Le Nazioni Unite hanno sottolineato la necessità di arrivare entro il 2030 ad un “mondo neutrale al degrado del suolo (Obiettivo Sviluppo Sostenibile n. 15). Ma l’accelerazione nel degrado è tale che a quella data – per noi relativamente vicina – la soglia del possibile recupero sarebbe già oltrepassata.
Ecco perché segnaliamo l’importanza dell’inserimento in tutti i documenti in discussione nelle Istituzioni Comunitarie dell’obbligo immediato di arresto di consumo di suolo fertile, con la certezza che un simile indirizzo non comporterebbe in alcun modo il fermo del comparto dell’edilizia. Al contrario, questa prospettiva è l’unica a coniugare la salvaguardia di ulteriore consumo di suolo con la vastissima attività settoriale indispensabile a recuperare, migliorare energeticamente, mettere in sicurezza l’immenso patrimonio edilizio obsoleto esistente, a proseguire con le opere di ammodernamento e ristrutturazione di edifici e abitazioni in città e borghi rurali così da favorire l’adeguamento tecnologico.

Nel ringraziarvi per l’attenzione prestata al nostro contributo, restiamo in attesa di un vostro cortese riscontro.

Cordiali saluti, Francesca Tescari e Mario Catizzone (Membri del Gruppo di lavoro Suolo Europa del Forum) a nome del Forum Salviamo il Paesaggio