Contro l’attacco del tridente cemento, asfalto e trivelle, a nord est di Milano, nel Vimercatese, sta per scendere in campo una grande difesa “verde”: prende vita il progetto del Parco Agricolo Nord Est, unione dei parchi esistenti e connessione delle aree libere.

Sabato 10 novembre 2012 a Vimercate è stata sottoscritta la carta d’intenti di un progetto che, oltre alla tutela, può rilanciare economicamente il territorio.

Realizzare “un grande parco per il Vimercatese, progetto ‘figlio’ dell’idea della Dorsale Verde Nord Milano” (il progetto con cui qualche anno fa la Provincia di Milano ha cercato di riunire tutte le aree a verde del nord Milano che non si è poi concretizzato, neanche con l’avvento della nuova Provincia di Monza e Brianza).
Creare “un collegamento del sistema territoriale, ambientale, culturale ed agricolo e una congiunzione tra i parchi presenti dal Lambro all’Adda con le aree agricole rimaste, superando il concetto dei piccoli parchi ora presenti e soprattutto fornendo una chiave, anche economica, per la tutela del territorio agricolo“.

Le realtà associative ne parlano da tempo, ma sabato scorso (10 novembre 2012) a Vimercate, a seguito di un partecipato convegno sul progetto, sono stati messi nero su bianco gli obiettivi. I presidenti delle assemblee dei sindaci dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale coinvolti hanno sottoscritto la Carta d’intenti per un’azione coordinata e per avviare il processo di integrazione.

TERRITORIO RISORSA VITALE ED ECONOMICA

Il progetto mira ad unire parchi, vasti spazi aperti ed aree agricole, in direzione est-ovest, per formare una vera e propria rete con i parchi esistenti, che si sviluppano principalmente in direzione nord-sud lungo i corsi d’acqua attivi. Questa unione dovrebbe inoltre stimolare una nuova espansione delle aree protette, inglobando anche quei corridoi verdi residui ad oggi ancora non tutelati. Ne è un esempio il Paleolveo di Bernareggio (MB): una valle dove una volta scorreva un corso d’acqua e dove sono ancora visibili la conformazione paesaggistica tipica e le fasce boschive che un tempo segnavano le rive del fiume.

Un percorso ambizioso ma necessario, verso una vera grande opera per il nord est milanese ed in particolare per la Brianza Orientale, dove la speranza di salvare il territorio è un po’ più concreta rispetto al nord ovest dove la situazione pare ormai definitivamente compromessa.
Un’opera dal duplice vantaggio: rilanciare il territorio e al tempo stesso tutelarlo. Un approccio che si differenzia nettamente dallo scenario prospettato con l’arrivo delle grandi opere autostradali in fase di realizzazione che alle promesse di rilancio economico, tutte da verificare, affiancano un ulteriore consumo di suolo.

Alla indiscutibile importanza ambientale della conservazione del territorio, si collega quindi un aspetto economico molto significativo: “L’agricoltura di qualità e le nuove forme di distribuzione dei prodotti, possono essere decisive così come il legame tra consumatori e produttori, alleati per la tutela del territorio”.

IL CONVEGNO

Per realizzare questo progetto sono state coinvolte fin dall’inizio numerose realtà territoriali del Vimercatese e non solo: le Amministrazioni locali, con il Comune di Vimercate in prima fila, le associazioni (Associazione per i Parchi del Vimercatese, Associazione Amici della Storia della Brianza, ARCI “Antonio Banfi” Vimercate), le realtà culturali locali (il Museo del Territorio MUST di Vimercate) e regionali (il Politecnico di Milano), il mondo agricolo e del commercio di prodotti agricoli (il distretto di Economia solidale della Brianza DesBri, i gruppi di acquisto, la Confederazioni degli agricoltori, le aziende agricole e i ristoratori) e ovviamente i Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (P.L.I.S.) esistenti (Parco del Molgora, Parco del Rio Vallone e Parco della Cavallera).

Dai tavoli di lavoro è emersa l’idea che il parco deve superare l’importante ma limitato concetto di semplice conservazione del territorio e fare un passo in più, ricordando che la terra è al tempo stesso fonte di cibo e cultura.

AGRICOLTURA E CULTURA: I PILASTRI DELLA DIFESA E DEL RILANCIO

In un contesto come quello del Vimercatese in cui la vocazione agricola è forte e dove cresce la richiesta di prodotti locali, far incontrare la domanda con l’offerta, al momento debole, è vitale.
Ci si augura inoltre l’intervento della Pubblica Amministrazione per lo sviluppo di quella multifunzionalità che permetterebbe agli agricoltori, primi custodi del territorio, di superare le difficoltà economiche.
L’approccio agricolo tradizionale, seppur genuino, rischia di essere travolto nel contesto attuale dove alle difficoltà della crisi economica si aggiunge la persistente idea di sviluppo concepita ancora su occupazione e cementificazione del territorio. L’azienda agricola, senza dimenticare la sua natura, può diventare invece protagonista nella manutenzione del territorio e nello sviluppo di attività educative (fattorie didattiche) e ricreative.

Da questa nuova sinergia si può generare anche uno sviluppo culturale, di conoscenza e difesa dell’identità, che sia da stimolo per una vera attrattività del territorio, misurata non dal valore al metro quadro degli appartamenti in vendita, ma dall’entità della fruizione turistica e culturale.

Promuovere turismo, cultura e fruizione, vuol dire rilanciare in modo sostenibile l’economia del territorio.

CHE FORMA E CHE VALORE AVRA’ QUESTO SUPER-PARCO?

Come fare per concretizzare il progetto del grande parco?Individuando le migliori forme di governance ed ispirandosi alle buone pratiche già realtà in altre zone”: l’esempio del Parco Agricolo Sud Milano, che ha consentito al territorio agricolo di conservarsi molto di più rispetto al nord Milano, è forse quello che si avvicina di più alla realtà che si vuole creare per questa zona.

Quale strada seguire? Quella del coordinamento trai P.L.I.S. è già avviata: come hanno sottolineato i rappresentanti dei sindaci intervenuti, per garantire servizi più efficienti e risparmi, le sinergie tra i parchi sono già una realtà.
La fase finale potrebbe essere quella della creazione di un parco regionale, un iter lungo con l’incognita della normativa sulle aree protette che potrebbe cambiare. L’importante è quindi avviare il processo e lavorare da subito per l’ampliamento delle aree e per il coinvolgimento delle amministrazioni che al momento non aderiscono ai P.L.I.S.

La carta d’intenti sottoscritta rappresenta quindi un avvio formale e sarà proposta a tutte le amministrazioni locali e provinciali.

La Provincia di Monza e Brianza nella sua breve storia (verrà infatti riaggregata alla provincia di Milano) ha subito un attacco massiccio di cemento (è diventata la più urbanizzata d’Italia) e asfalto (le già citate nuove autostrade che si abbatteranno sul territorio) e recentemente vede all’orizzonte anche il pericolo della ripresa delle trivellazioni per la ricerca di petrolio.

Quella della conservazione del territorio è una scelta obbligata, un’esigenza. Il progetto di creare un unico grande Parco Agricolo per il nord est di Milano potrebbe indicare la strada migliore per raggiungerla.

Luca D’Achille

Per approfondimenti: parcobrianzaest.wordpress.com